Lo scontro

Confronto acceso tra maggioranza e opposizione sulla costruzione del Data Center

La struttura serve per far fronte al sempre più alto traffico dati generato da internet

Confronto acceso tra maggioranza e opposizione sulla costruzione del Data Center

L’opposizione di centrosinistra a Cesate chiede trasparenza, tutela dell’ambiente e atti controllabili

La valutazione ambientale è necessaria

Al centro del dibattito politico di Cesate in questi giorni c’è la decisione del Comune di insediare un nuovissimo enorme Data Center alla periferia del territorio comunale. Per quanti non lo sapessero queste strutture, sempre più diffuse negli ultimi anni in Italia sono centri elaborazione dati, che ospitano server, sistemi di archiviazione e apparati di rete per far funzionare in modo spedito tutta la rete internet. Il suo scopo è archiviare, elaborare e distribuire dati e applicazioni digitali. Il comune ha attivato la procedura di assoggettabilità alla Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Un processo obbligatorio che si deve fare ogni volta che si insedia una costruzione molto grande che produce un impatto significativo sul territorio abitato. Si tratta di studiare preventivamente da vicino gli effetti della struttura su aria, acqua, traffico veicolare, abitazioni e tollerabilità del rumore. E’ prevista la Vas perché lo sviluppo del territorio non avvenga a discapito della salute dei cittadini e delle aree verdi.

Interni di un Data Center

Il dibattito tecnico

Si è acceso subito il dibattito tra maggioranza di centrodestra e opposizione. rappresentata dalla lista Cesate Insieme di centrosinistra (gruppo capeggiano da Michela Bondardo) che ha depositato delle osservazioni con argomentazioni di carattere tecnico. “Questo è un momento importante in cui i cittadini tramite i loro rappresentanti politici possono farsi sentire anche se i loro rappresentanti in consiglio comunale sono all’opposizione” dichiara Cesate Insieme.

Michela Bondardo capogruppo di Cesate Insieme

Alcuni punti chiave su cui si fonda la protesta di Cesate Insieme

Per i rappresentanti di centrosinistra la contestazione ruota attorno a capisaldi essenziali che sono la “mancanza di dati cruciali”. Il progetto, spiegano, prevede 48 gruppi elettrogeni che funzionano a gasolio in caso di black out. Quindi sono richieste valutazioni molto più rigorose di quelle che sembrano presenti agli atti del Comune. Altra questione: non si parla del rumore che questi gruppi elettrogeni emanano. “Ci sono dei quartieri vicini che non sono stati per nulla attenzionati e studiati”. Inoltre l’area è l’ultima cerniera verde tra l’abitato e il Parco delle Groane. “Le linee guida regionali raccomandano di utilizzare per questi Data Center aree dismesse che a Cesate non è stato fatto” dicono da Cesate Insieme. Questo per evitare di distruggere corridoi ecologici naturali.

Richiesta di trasparenza

Cesate Insieme chiarisce di non essere “contro a prescindere con i progetti di sviluppo” ma pretende “trasparenza degli atti” e chiedono “atti verificabili e controllabili e che si dia retta alle linee guida della Regione Lombardia”.