Un’Olimpiade dietro le sbarre. Giochi della speranza alla casa circondariale di Bollate, un evento unico nel suo genere chiamato, appunto, «Giochi della Speranza», una sorta di olimpiade che, dopo l’esperienza di Rebibbia, arriva a Bollate proprio in vista dei giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.
Non solo una competizione sportiva, ma una sfida che intreccia tutti gli attori nel vero obiettivo sociale del carcere
L’iniziativa, organizzata dal Csi Comitato di Milano, non è solo una competizione sportiva, ma una sfida che intreccia tutti gli attori coinvolti nel vero obiettivo sociale del carcere, ovvero il recupero dei detenuti. In campo ci saranno quattro delegazioni: detenuti, agenti di Polizia penitenziaria, magistrati e rappresentanti della società civile, impegnate in discipline che vanno dall’atletica al calcio a 8, fino alla pallavolo e agli scacchi.
Il presidente del Csi: “Le barriere istituzionali cadono per lasciare spazio al valore rieducativo dello sport”
«È un momento in cui le barriere istituzionali cadono per lasciare spazio al valore rieducativo dello sport – afferma il presidente del Csi Massimiliano Achini – Una iniziativa che punta a restituire dignità e speranza attraverso il gioco alla quale abbiamo invitato anche il presidente di Regione Lombardia Fontana, il Prefetto, il Sindaco, e i vertici di Milano Cortina 2026, oltre a rappresentanti del Dap e del Ministero di Grazia e Giustizia».
L’evento si terrà sabato 28 febbraio alla presenza dell’Arcivescovo Mario Delpini
L’evento si terrà sabato 28 febbraio dalle 8.30 alle 13.30 in via Cristina Belgioioso, all’interno del carcere di Bollate. Alle 13 è prevista la cerimonia di premiazione alla presenza dell’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che ha già confermato la sua partecipazione.