È una fotografia senza precedenti quella che emerge da “Salute Artificiale”, la prima ricerca in Italia a misurare scientificamente come l’Intelligenza Artificiale stia trasformando il rapporto degli italiani con la salute e con i medici.
Il 94% degli italiani cerca online informazioni mediche: i dati di una rivoluzione silenziosa
Lo studio, realizzato dagli istituti Sociometrica e FieldCare su incarico di Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido, documenta con dati inediti l’irruzione di ChatGPT, Gemini e Claude nelle abitudini sanitarie quotidiane degli italiani. I risultati, che sono stati presentati oggi in Assolombarda, rivelano una trasformazione già in atto, profonda e per molti versi inattesa.
I NUMERI DI UNA RIVOLUZIONE
La ricerca online sulla salute non è più un’eccezione: è la norma. Il 94,2% della popolazione cerca informazioni su sintomi, malattie e terapie attraverso internet e AI. Di questi, oltre la metà (53,3%) lo fa con frequenza regolare.
Ma il dato più straordinario riguarda l’Intelligenza Artificiale generativa: il 42,8% degli italiani la utilizza già per informarsi sulla propria salute, facendone il secondo strumento dopo Google (73,5%). Un’adozione fulminea, considerando che ChatGPT è stato lanciato solo nel novembre 2022.
LA FRATTURA GENERAZIONALE
La ricerca evidenzia una spaccatura netta tra generazioni. Tra i giovani (18-34 anni), l’AI ha già superato Google: il 72,9% la usa come primo strumento per cercare informazioni sulla salute, contro il 57,4% che preferisce il motore di ricerca tradizionale. Tra gli over 54, il rapporto si inverte drasticamente: Google domina al 93,1%, l’AI si ferma al 26,1%.
“Non si tratta di una differenza marginale, ma di due modelli completamente diversi di rapportarsi all’informazione medica”, spiega Antonio Preiti, autore della ricerca. “I giovani dialogano con l’AI come fosse un consulente sempre disponibile. Gli adulti mantengono l’approccio tradizionale della ricerca su Google. È una frattura destinata a ridefinire la medicina dei prossimi anni.”
IL MEDICO “SOTTO ASSEDIO” DIGITALE
La visita medica non è più un momento isolato. L’85,7% degli italiani consulta internet o l’AI prima o dopo l’appuntamento con il medico. Il digitale “assedia” la consultazione professionale, la precede, la segue, la mette in discussione.
Il 63,9% ha utilizzato informazioni trovate online per verificare la diagnosi o la terapia suggerita dal medico. E tra chi verifica, il 62,7% ammette di aver messo in dubbio almeno una volta le raccomandazioni ricevute.
I “RIBELLI SILENZIOSI”: L’AUTO-TERAPIA
Il fenomeno più preoccupante riguarda chi passa dal dubbio all’azione. Il 14,1% degli italiani ha modificato o interrotto una terapia basandosi su informazioni trovate online, senza consultare il medico. Di questi, il 6% lo ha fatto più di una volta o sistematicamente.
“Sono i ‘ribelli silenziosi’ della sanità contemporanea”, commenta Federico Gelli, Presidente di Fondazione Italia in Salute. “Non contestano apertamente il medico, ma prendono decisioni autonome sulla base di ciò che leggono online o chiedono a ChatGPT. È un fenomeno che il sistema sanitario non può più ignorare.”
DAL DIALOGO AL TRIANGOLO: UN NUOVO PARADIGMA
La ricerca documenta il passaggio da un modello duale (medico-paziente) a un modello triangolare (medico-paziente-digitale). L’informazione algoritmica è diventata il terzo attore della relazione sanitaria, con tutte le opportunità e i rischi che questo comporta.
“L’Intelligenza Artificiale generativa obbliga i medici a ridefinire la relazione con i pazienti”, sottolinea Antonio Palmieri, presidente Fondazione Pensiero Solido. “La capacità relazionale dell’IA generativa rischia di essere più forte e seducente di quella umana. L’algoritmo ascolta, risponde con pazienza e tratta con gentilezza, quindi acquista autorevolezza. Sta a noi umani non essere superati dall’empatia artificiale nel rapporto tra medico e paziente.”
“L’AI è una grande opportunità, ma va governata: abbiamo a disposizione una quantità di dati senza precedenti che può migliorare servizi, processi e anche il rapporto tra medico e paziente. Il nostro impegno – ha spiegato Claudio Bassoli, presidente Gruppo Innovation Services Assolombarda – è diffondere una vera cultura dell’AI, aiutando imprese e territorio ad affrontare questo cambiamento con consapevolezza anche attraverso Forg-IA, il progetto strategico di Assolombarda che sviluppa un ecosistema digitale capace di organizzare, valorizzare e rendere accessibili i dati provenienti dal territorio.”
I DATI CHIAVE DELLA RICERCA
94,2% cerca informazioni sanitarie online
42,8% usa l’AI generativa per informarsi sulla salute
72,9% dei giovani (18-34) preferisce l’AI a Google
85,7% consulta il web prima o dopo la visita medica
63,9% verifica online la diagnosi del medico
14,1% ha modificato una terapia senza consultare il medico
LA RICERCA
“Salute Artificiale – Indagine su come gli italiani cercano, verificano e giudicano online la medicina”
Autore: Antonio Preiti, Università di Firenze
Realizzazione: Sociometrica e FieldCare
Committenti: Fondazione Italia in Salute e Fondazione Pensiero Solido
Campione: 993 cittadini italiani rappresentativi della popolazione nazionale