la proposta

Magentino-Abbiatense, PD: “Un parco metropolitano per dare respiro al territorio”

"I comuni più grossi, Magenta ed Abbiategrasso, ma non solo loro purtroppo, vivacchiano continuando a sottrarre inutile territorio agricolo per darlo in pasto a una speculazione edilizia"

Magentino-Abbiatense, PD: “Un parco metropolitano per dare respiro al territorio”

Lettera aperta da parte del Partito democratico di Robecco sul Naviglio che chiede al territorio del magentino-abbiatense di condividere una politica comune con la possibilità di creare un grande parco metropolitano che dia respiro al territorio.

Magentino-Abbiatense, PD: “Un parco metropolitano per dare respiro al territorio”

“Ecco di cos’abbiamo bisogno, di un grandissimo respiro a pieni polmoni della politica amministrativa locale e territoriale. Cosa significa? Che se continuiamo ad amministrare i nostri comuni con la testa rivolta al proprio supposto elettorato e non si guarda al di là del proprio naso, rischiamo di addentrarci, anzi siamo già dentro, in una fase involutiva pericolosa che ci condurrà verso l’impoverimento comunitario e territoriale. Per parlare di casa nostra, l’ambito territoriale della Città Metropolitana (chissà quando si decideranno a completare la riforma e dare la possibilità ai cittadini di votare il proprio Sindaco metropolitano?), che fa capo al Magentino-Abbiatense esprime una potenzialità enorme che non viene adeguatamente presa in considerazione dai nostri amministratori.Specialmente i comuni più grossi, Magenta ed Abbiategrasso, ma non solo loro purtroppo, vivacchiano continuando a sottrarre inutile territorio agricolo per darlo in pasto a una speculazione edilizia fine a se stessa, anziché focalizzare la loro attenzione su un progetto comune di recupero e salvaguardia dell’enorme patrimonio edilizio esistente. Non solo, i 28 comuni facenti parte dell’ambito 8 Magentino-Abbiatense, l’unico con il 75% ancora di verde, non sono capaci di mettere sul tavolo un progetto comune al fine di far diventare questo grande patrimonio il grande Parco della Città Metropolitana. Del resto basta guardare la cartina della stessa per rendersi conto che il resto è tutto compromesso o quasi e che solo il nostro ambito può avere questa grande opportunità. La sfida per il futuro passa proprio da un cambio di passo e da una presa di coscienza dell’enormi e sane possibilità economiche che ne possiamo ricavare. Per fare ciò, occorre però uscire dal proprio egoistico campanile e fare sistema, elaborando un progetto finalizzato al futuro da sottoporre, come esempio e come possibilità di finanziamento, anche alla Comunità Europea.
Un progetto appunto di grande respiro, che faccia ritornare la politica protagonista della vita e della protezione del futuro dei cittadini e apra le menti al coraggio, alla visione, al bello, ecc., buttando a mare la mediocrità del vivacchiare fino a spegnerci. Il botanico Stefano Mancuso ci ricorda che: ”gli alberi, pur essendo immobili, sono sopravvissuti per centinaia di milioni di anni grazie a una strategia precisa: la cooperazione. Hanno creato reti sotterranee, scambi, relazioni di mutuo soccorso. Nessuna sopraffazione ma una collaborazione sistemica”. Ecco perché solo imparando a collaborare siamo riusciti a sconfiggere la pandemia. Ma la memoria è corta. Per fare ciò occorre aprire una sorta di Stati Generali, capitanati da Magenta e Abbiategrasso, che coinvolga non solo i consigli comunali ma bensì tutti i partiti, i singoli cittadini e le associazioni del territorio”.