Attualità

“Noi e gli schermi: un legame “solubile”?”

Il dibattito organizzato dalla Consulta Giovani per parlare di rapporto con la tecnologia

“Noi e gli schermi: un legame “solubile”?”

Non una condanna senza appello, ma un invito alla consapevolezza. Sabato scorso, 17 gennaio 2026, un pomeriggio di riflessione e approfondimento; i membri della Consulta Giovani di Abbiategrasso  hanno acceso i riflettori su uno dei temi più complessi della contemporaneità: il rapporto tra le nuove generazioni e la tecnologia. L’incontro, nella sala consiliare del Castello,  dal titolo evocativo che interroga la “solubilità” del nostro legame con i display, ha offerto una panoramica profonda e sfaccettata grazie al contributo di quattro esperti del settore medico e umanistico.

Deve esserci un rapporto consapevole

Il cuore del dibattito non è stata la critica distruttiva verso il digitale, quanto la necessità di abitarlo correttamente. La tecnologia, emersa come protagonista assoluta delle nostre vite, non va demonizzata. Tuttavia, il rischio evidenziato dai relatori è quello della delega totale: quando l’individuo inizia a usare lo schermo per colmare bisogni emotivi o mancanze personali, il confine tra padronanza e schiavitù diventa pericolosamente sottile e difficilmente gestibile.

Il confronto ha beneficiato di prospettive diverse ma convergenti: Lorenzo Casati (psichiatra e divulgatore) e Luca Morganti (psicologo e docente) hanno analizzato l’impatto psicologico dei dispositivi, mettendo in guardia sulla tendenza a sostituire le funzioni cognitive e decisionali con l’algoritmo.

Agnese Coppola e Mattia Carbone, docenti dell’IIS Alessandrini, hanno portato l’esperienza diretta del mondo della scuola, raccontando come la tecnologia abbia mutato radicalmente il modo di fare didattica e di relazionarsi con gli studenti, tra nuove opportunità e inedite zone d’ombra che talvolta possono creare scoramento e frustrazione anche negli insegnanti stessi. Il punto di sintesi dell’incontro è stato un richiamo all’umanità più pura. Nonostante i progressi tecnologici, è emerso con forza che nulla potrà mai soppiantare l’intelligenza emotiva.

“L’essere umano è chiamato ad allenare le proprie emozioni nella realtà, senza artifizi,” è stato ribadito durante l’evento. Prendere decisioni, assumersi responsabilità e coltivare l’originalità rimangono compiti squisitamente umani che richiedono un esercizio quotidiano “off-line”. La sfida per i giovani (e non solo) resta quella di non lasciarsi sostituire dal supporto tecnologico nel complesso mestiere di vivere.