«No al trattato Ue-Mercosur senza se e senza ma; sì alla sicurezza alimentare, al diritto al cibo e alla salute; no alla deregolamentazione della Pac e della Pes; sì a un prezzo giusto per produttori e consumatori». Sono queste le istanze portate avanti da agricoltori e cittadini, che venerdì 9 gennaio a partire dalle 11 in piazza Duca D’Aosta a Milano parteciperanno insieme, «uniti contro la crisi, per salvare le terre e il cibo», alla mobilitazione nazionale Coapi 2026. Durante la manifestazione, promossa da Riscatto agricolo lombardia (Ral) e dal Coordinamento agricoltori e pescatori italiani, saranno donate derrate alimentari alle mense solidali.
La mobilitazione degli agricoltori di Magentino, Abbiatense e Alto Milanese
A muoversi saranno anche i titolari e il personale delle aziende agricole del territorio del Magentino, dell’Abbiatense e dell’Alto Milanese, che nei mesi scorsi si sono in più occasioni riuniti a Ossona per manifestare e difendere i loro diritti e il loro lavoro organizzando presidi coi trattori sulla SP34, a cui avevano presenziato anche alcuni esponenti politici esprimendo parole in loro sostegno e impegnandosi a portare avanti le loro istanze. Tra le ultime iniziative organizzate sempre a Ossona anche l’«AgriAlbero», un grande abete luminoso composto da oltre 80 trattori, spettacolo che gli agricoltori del territorio hanno voluto offrire alla cittadinanza nel mese di dicembre: un momento di aggregazione e confronto con i consumatori per accendere i riflettori sulla crisi del mondo agricolo.
«Stiamo raccogliendo le partecipazioni per la mobilitazione del 9 gennaio a Milano», spiega uno dei portavoce degli agricoltori del territorio, Sandro Passerini dell’azienda agricola Cirenaica. Al momento da Magentino, Abbiatense e Alto Milanese hanno già dato conferma di partecipazione una ventina di trattori, una cinquantina di agricoltori a piedi e un’ottantina di cittadini consumatori, ma i numeri potrebbero aumentare nei prossimi giorni.
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L'AgriAlbero a Ossona
AgriAlbero a Ossona
Le istanze portate avanti dal Coapi
Oltre agli agricoltori lombardi, che formeranno un presidio coi loro trattori, «alla mobilitazione si uniranno delegazioni di altre regioni italiane e rappresentanti del Comitato nazionale del Coapi che dal febbraio del 2024 denuncia la gravissima condizione delle micro, piccole e medie imprese dell’agroalimentare italiano, propone e chiede misure straordinarie per arrestare l’emorragia continua di aziende, l’abbandono delle terre e delle marinerie che stanno impoverendo il Paese – affermano gli organizzatori – La denuncia del Coapi e le sue richieste non hanno finora avuto risposte adeguate; al contrario si allarga la forbice fra l’agroindustria delle esportazioni, la grande distribuzione e la condizione vergognosa delle piccole, micro e medie imprese produttive. Mentre il Made in Italy è sempre più in mano alla speculazione con marchi senza la materia prima delle nostre terre, nell’anno in cui la cucina italiana diventa Patrimonio dell’Unesco, crescono i rischi per le piccole e medie aziende, si spopolano le comunità, si indebolisce il diritto al cibo per i cittadini».
Secondo i dati presentati il 18 dicembre scorso dall’Oipa (Osservatorio insicurezza e povertà alimentare) «circa il 10% degli italiani non riesce a permettersi almeno un pasto proteico ogni due giorni. Noi agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani del cibo, mentre continuiamo a chiedere alla politica che riconosca e affronti lo Stato di crisi delle piccole e medie imprese dell’agroalimentare e del diritto al cibo per tutti i cittadini, facciamo appello ai cittadini, alle loro istanze sociali e sindacali, al mondo della cultura, dell’impegno civile e democratico, alle comunità religiose e laiche del Paese, ai giovani per dare vita a una campagna e iniziative comuni per il diritto al cibo giusto chiedendo e costruendo insieme il cambiamento che ci serve – proseguono gli organizzatori – No all’Accordo Ue-Mercosur che favorisce la speculazione e punisce agricoltori e cittadini europei e sudamericani; sì al prezzo giusto per produttori e consumatori con norme, controlli efficaci e certi contro il trust e la speculazione; no alla deregolamentazione della Pac e della Pes che devono garantire gli interessi di cittadini, contadini e pescatori; sì a una legge sulle etichette trasparenti: basta con le proroghe e le sperimentazioni, l’Italia si doti di norme strutturali», concludono invitando tutti a partecipare alla mobilitazione di venerdì a Milano.
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Uno dei presidi degli agricoltori a Ossona
Presidio agricoltori a Ossona
Presidio agricoltori a Ossona
Presidio agricoltori a Ossona con Garavaglia
Presidio agricoltori a Ossona