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Gran Premio Monza a “porte chiuse”?

A rischio anche il Salone dell'Auto con il Monza Motor Show a giugno

Gran Premio Monza a “porte chiuse”?
13 Marzo 2020 ore 11:15

Coronavirus, Gran Premio Monza a “porte chiuse”? Il direttore generale dell’Autodromo, Pietro Benvenuti: “E’ purtroppo un’ipotesi da prendere in considerazione”. A rischio anche il Salone dell’Auto con il Monza Motor Show.

Gran Premio Monza a “porte chiuse”?

Una quasi doccia gelata, un fulmine a ciel sereno. E’ l’ipotesi shock prospettata ieri sera, giovedì 12 marzo 2020, dal direttore del tempio dell’automobilismo in diretta durante la trasmissione di Telenova dedicata ai motori “Griglia di partenza”. La prospettiva che potrebbe letteralmente far sobbalzare dalla sedia milioni di appassionati è stata paventata a precisa domanda riguardo l’emergenza Coronavirus e la rivoluzione che sta per subire il calendario della F1 che domenica in Australia avrebbe dovuto fare il suo esordio.

Coronavirus, le conseguenze per l’Autodromo

Benvenuti ha spiegato come attualmente l’obiettivo per Monza e l’Autodromo sia cercare di salvare l’appuntamento delle “4 ore di Monza” in programma dall’8 al 10 maggio, mentre su marzo e aprile gli eventi saranno condizionati dall’emergenza Coronavirus: “Siamo disponibili, ma non siamo in grado di fare previsioni – ha osservato Benvenuti – Noi siamo pronti, ma viviamo giorno per giorno”.

Coronavirus e Gp

Ma il gelo in studio è calato alla domanda sul Gran Premio di Formula 1 in programma il 4-5-6 settembre. “Pensiamo a un Gp a porte chiuse. Purtroppo sono ipotesi che dobbiamo prendere in considerazione. Come Autodromo stiamo affrontando questa emergenza e non possiamo tralasciare alcuna soluzione legata agli mimrevisti”. Alla domanda riguardo al fatto che in tantissimi tifosi hanno già acquistato i biglietti, Benvenuti ha risposto: “E’ vero, in tanti hanno già comprato i tagliandi. E’ una domanda a cui non avrei mai voluto rispondere, ma è evidente che se il Gp non si potrà vedere dal vivo, scatteranno i rimborsi, la cosa più logica”. Un’ipotesi quella delle “porte chiuse” del resto presa in considerazione anche dal presidente dell’Aci, Angelo Sticchi Damiani: “Ipotesi dolorosa, ma sarebbe il male minore”.