la decisione

Il ministro Azzolina ci ripensa, sulla scuola dell’infanzia decide la Regione

Cambio di impostazione del ministro dell'Istruzione. Gioisce la Regione

Il ministro Azzolina ci ripensa, sulla scuola dell’infanzia decide la Regione
Magenta e Abbiategrasso, 09 Agosto 2020 ore 19:07

Improvviso cambio di impostazione del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: la competenza sulla data di inizio delle scuole dell’infanzia torna alle Regione. E questo vuol dire che in Lombardia potrebbe iniziare il 7 e non il 14 settembre

La scelta del ministro Azzolina

Sono passate solo ventiquattr’ore dalla nota con cui Regione Lombardia rimarcava la propria esclusiva competenza sulla data d’inizio delle attività delle realtà che si occupano  della fascia di età 0-3 anni e che il Governo aveva deciso di avocare a se quella delle scuole dell’infanzia, che si è verificata una inaspettata scelta del ministro Lucia Azzolina.

“Accogliamo con favore il nuovo orientamento espresso direttamente dal Ministro Azzolina che conferma la nostra competenza a fissare l’inizio dell’anno scolastico per la scuola dell’infanzia. Una competenza che il Governo aveva avocato a sé nell’ambito degli ultimi provvedimenti in materia di coronavirus e che ci impediva di attuare quanto deciso da tempo dall’Esecutivo della Regione Lombardia. La delibera approvata tempo fa da Regione Lombardia, infatti, ne stabiliva l’inizio il 7 settembre”.

Lo afferma l’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia Melania Di Nichilo Rizzoli.

“La precisazione su di chi sono le competenze del segmento 3-6 anni illustrata nella Nota di Regione Lombardia diffusa ieri – prosegue l’assessore – ha avuto il merito di sollecitare la nuova interpretazione sulla possibilità di derogare l’ordinanza con cui il Ministero dell’Istruzione ha fissato l’inizio del prossimo anno scolastico e formativo. L’anticipo al 7 settembre dell’avvio delle lezioni nelle scuole per l’infanzia è quanto avevamo già condiviso in Giunta regionale, accogliendo le richieste avanzate da alcuni esponenti degli Enti locali, dai gestori delle scuole private e soprattutto dalle famiglie lombarde. Resta comunque l’obbligo per tutti di assicurare le necessarie misure di sicurezza per consentire ai genitori e ai figli di stare tranquilli”.

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