Scuola
scuola e campagna elettorale

Il futuro della scuola italiana è il pluralismo educativo

Suor Anna Monia Alfieri: "La scuola italiana rischia il monopolio educativo. E' questo il regime da combattere"

Il futuro della scuola italiana è il pluralismo educativo
Scuola 13 Settembre 2022 ore 15:15

Suor Anna Monia Alfieri, cavaliere al merito della Repubblica italiana nel 2022, Ambrogino d’oro nel 2020, membro della Consulta pastorale scolastica e del Consiglio nazionale scuola della Conferenza episcopale italiana, è tornata a parlare di scuola e di quanto in questa campagna elettorale la politica sia lontana dalle sue vere esigenze.

Scuola e campagna elettorale

In una recente intervista realizzata per la rivista online "Il timone", Suor Anna Monia ha sottolineato come in Italia, anche durante la campagna elettorale la politica non si stia affatto occupando della scuola.

"Alla politica non gliene frega niente della scuola, se non in campagna elettorale. E allora si hanno delle promesse che sono talmente scollegate dalla realtà che tu dici: “Vabbè, non hanno capito nulla”. Quando invece i programmi per l'educazione sarebbero molto semplici".

La priorità: combattere il monopolio educativo

Per Suor Anna Monia la strada è chiara, bisogna procedere in modo chiaro e deciso per evitare quello che lei chiama il "monopolio educativo". Una deriva che andrebbe a svantaggiare tutto il mondo scolastico: studenti, famiglie e insegnanti.

"La paura del regime che dobbiamo avere è che l’Italia si sta avvicinando rapidamente al monopolio educativo. Cioè a una scuola statale per tutti, che anche qualora fosse perfetta, e qui non è una valutazione, è un’offerta formativa unica. E il monopolio è propedeutico al regime"

Ma quali sono quindi le tappe da seguire?

"Immediatamente, appena s’insidia il Governo, i decreti legislativi al Family Act, che indicano la detrazione per la retta che le famiglie hanno pagato per la scuola paritaria fino al costo medio studente: ci sono i fondi del Pnrr. Questo per salvare quel minimo di pluralismo che resta. In secondo luogo, con la finanziaria, intervenire con il “buono scuola” (secondo la logica dei costi standard di sostenibilità per allievo), a partire dalle classi sociali più svantaggiate economicamente"

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