Trapianto di fegato una rotonda a Tradate per ricordarne il pioniere

Una mozione per intitolare una rotatoria al professor Dinangelo Galmarini, il medico tradatese che sviluppò in Italia la scienza del trapianto di fegato

Trapianto di fegato una rotonda a Tradate per ricordarne il pioniere
Politica 26 Ottobre 2017 ore 16:58

Una mozione per ricordare il medico tradatese pioniere del trapianto di fegato, scomparso a maggio. Se ne parlerà domani sera in consiglio comunale.

La proposta di Partecipare Insieme 2.0

La mozione è stata presentata dall’ex sindaco Laura Cavalotti e da Sergio Beghi. La richiesta è di intitolare la rotonda di via XI Febbraio al dottor Dinangelo Galmarini, il primo ad effettuare in Italia un trapianto di fegato. “Dobbiamo essere orgogliosi di aver dato i natali a un uomo simile – spiega Cavalotti – Dev’essere un esempio per tutti noi, per i nostri giovani e intitolargli la rotonda che porta all’ospedale avrebbe anche un alto valore simbolico”.

L’uomo che ha segnato la storia del trapianto di fegato

Nato nel luglio del ’29 a Tradate Galmarini aveva “scoperto” il trapianto di fegato nel ’67 durante una visita da un collega a San Paolo del Brasile, dove si facevano i primi trapianti di fegato sperimentali sui maiali. Un anno dopo quell’operazione sperimentale arrivò al Policlinico di Milano, proprio grazie a Galmarini, ottenendo ottimi risultati sugli animali. Lì si sono poste le basi di quello che oggi è il Centro Trapianti di fegato del Policlinico di Milano.

Un’eccellenza pubblica e nazionale

Da quelle prime operazioni, è poi nato il Centro Trapianti di Fegato al Policlinico di Milano, dove Galmarini ha lavorato per tutta la vita. E’ qui che Galmarini ha effettuato il primo trapianto di fegato nel 1983, il primo trapianto di fegato pediatrico in Italia nel 1988 e il primo trapianto di feagato pediatrico su un paziente affetto da fibrosi cistic nel 1990. Un centro che oggi conta più di 1200 trapianti effettuati, con un tasso di successo e sopravvivenza superiore all’80%. E, oggi come allora, con tecniche d’avanguardia. Dallo “split liver”, che da un solo fegato permette il trapianto in un paziente adulto e in uno pediatrico, al trapianto combinato per supplire alle insufficenze multiorgano. Tutto grazie alla caparbietà e agli insegnamenti di galmarini, che oltre ad operare ha formato chirurghi e le equipe che oggi operano al Policlinico.

Esempio per i giovani

“Crediamo – scrivono nella mozione i due consiglieri dell’opposizione – che il professor Galmarini rappresenti un esempio per i giovani. Vorremmo  che apprendino la storia di una persona comune che ha saputo perseguire e poi realizzare un obiettivo scientificamente affascinante e di gramde valore umano e sociale rendendo il trapianto di fegato una realtà clinica anche in Italia. E facendolo con lo studio, la curiosità scientifica, l’innovazione, l’entusiasmo, la fiducia nel futuro, l’attenzione ad ogni più piccolodettaglio del lavoro di ricerca e clinico e, soprattutto, con la totale dedizione alla cura di ogni singolo paziente”.

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