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Smog, l'Ue convoca l'Italia. I No Tang: “Ministro fermi la Superstrada”

Smog, l'Ue convoca l'Italia. I No Tang scrivono al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti chiedendogli di fermare il progetto di Superstrada

Smog, l'Ue convoca l'Italia. I No Tang: “Ministro fermi la Superstrada”
Politica Magenta e Abbiategrasso, 25 Gennaio 2018 ore 19:33

Smog, l'Ue convoca l'Italia. I No Tang scrivono al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti chiedendogli di fermare il progetto di Superstrada.

Smog, l'Ue convoca l'Italia. I No Tang: “Ministro fermi la Superstrada”

Smog, il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti è stato convocato il 30 gennaio a Bruxelles dal commissario europeo Karmenu Vella per quello che si preannuncia come un quasi ultimatum, rivolto anche a Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, per confrontarsi su quali misure adottare per contrastare l'inquinamento dell'aria. E i comitato contrari alla Superstrada Vigevano-Malpensa colgono l'occasione per scrivere al ministro stesso: «La causa principale delle emissioni che soffocano i cittadini è il traffico degli autoveicoli – hanno scritto i No Tang -. La esortiamo a riprendere in mano il progetto in questione e a rivedere, volgendolo in negativo, il parere del suo ministero».

"Si migliori il servizio ferroviario"

Nello specifico, i comitati aggiungono: «Vogliamo richiamare l’attenzione sul progetto Anas. Si tratta di un progetto di Superstrada vecchio di almeno 20 anni. Sullo stesso territorio esiste un progetto ferroviario, mai finanziato, di raddoppio della linea Milano-Mortara, infrastruttura quantomai necessaria per ridurre gli spostamenti su gomma (e il relativo inquinamento dell’aria) e migliorare le pessime condizioni del servizio ferroviario per i pendolari. Pensare che l’automobile sia l’unico mezzo per muoversi agevolmente sul territorio è un concetto vecchio, ritenuto necessario solo perché non si offrono alternative valide ed efficienti».

"Italia a rischio di pagare ingenti sanzioni"

I No Tang di Abbiategrasso commentano su facebook: «Il prossimo passaggio è la Corte di giustizia dell'Ue Qualora gli sforamenti di Pm10 e No2 dovessero persistere, si rischia la condanna al pagamento di ingenti sanzioni pecuniarie. Per migliorare la qualità dell'aria bisogna avere il coraggio di dire basta una volta per tutte alle scelte politiche che incentivano l'uso dell'auto privata a discapito della mobilità collettiva e integrata».

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