La proposta

Regione: “Prolunghiamo l’apertura della caccia ai cinghiali”

Ogni anno questa specie causa danni enormi agli agricoltori del Parco del Ticino.

Regione: “Prolunghiamo l’apertura della caccia ai cinghiali”
Magenta e Abbiategrasso, 14 Novembre 2020 ore 09:27

La Regione Lombardia ha chiesto ufficialmente all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) l’estensione di un mese del periodo per la caccia collettiva al cinghiale, che la vigente normativa individua tra il 1° ottobre e il 31 dicembre con facoltà per le Regioni di disporne lo ‘slittamento’ dal 1° novembre al 31 gennaio.

Il problema dei cinghiali

I cinghiali sono uan specie molto diffusa nei  territori del Parco del Ticino e causano, ogni anno, danni ingenti agli agricoltori. Un problema che rischia di diventare incontrollabile in questa fase: “La proliferazione incontrollata della fauna selvatica durante il periodo di lockdown rischia di comportare un grave pericolo sia per l’uomo, visti i numerosi incidenti stradali causati, che per l’agricoltura”, ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi.

 I rischi

“Per le zone rosse come la Lombardia – ha detto Fabio Rolfi – dobbiamo necessariamente rimediare alla sospensione momentanea dell’attività venatoria derivante dal Dpcm del 3 novembre. La Regione potrebbe sospendere in ogni caso la caccia collettiva al cinghiale fino al prossimo 7 dicembre per poi decretare un’estensione al mese di febbraio 2021. In questo modo rispetteremmo, comunque, l’arco temporale massimo di tre mesi previsto per questa forma di caccia. “Grazie all’attuazione della disciplina regionale per la gestione faunistico-venatoria del cinghiale  sempre più a regime sull’intero territorio lombardo, cominciamo a riscontrare effetti positivi in termini di contenimento numerico e territoriale delle popolazioni di cinghiale”.

Regione: “Prolunghiamo l’apertura della caccia ai cinghiali”

“La sospensione dell’attività venatoria e il blocco totale dei prelievi, sia in selezione che in collettiva, comporteranno l’effetto negativo di una risalita della curva degli impatti socioeconomici provocati dalla specie. Un riavvio della caccia collettiva – ha detto in conclusione l’assessore regionale – unitamente alla ripartenza della caccia individuale di selezione, potrebbe consentire di ovviare, almeno parzialmente, al rischio di seria compromissione degli sforzi fatti, sia dalla Regione che dai cacciatori, per limitare questa specie fortemente problematica”.

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