Referendum per l’autonomia l’appello di Galli

A pochi giorni dal voto, il sindaco di Tradate lancia un appello via social: "Ogni anno Roma si tiene 101 milioni di euro della città. Riprendiamoli"

Referendum per l’autonomia l’appello di Galli
Politica 20 Ottobre 2017 ore 15:25

Il sindaco di Tradate  lancia un appello via social a tutti i concittadini in vista del referendum: “Non sprechiamo quest’opportunità”

L’appello prima del voto per il referendum

A pochi giorni dal voto il sindaco di Tradate Dario Galli scende in campo anche su Facebook e lancia un appello per il referendum per l’autonomia. Certo non un mistero il suo invito, sia per la sua storia politica nei ranghi della Lega Nord sia per le recenti dichiarazioni in consiglio comunale. E per quelle in villa Truffini di poche settimana fa, proprio sul referendum e con ospite il professore Stefano Bruno Galli, “artefice” del referendum per l’autonomia.

Questione di soldi

“Si sentono tanti numeri, ve ne ricordo uno”. Così esordisce Galli nella sua lettera aperta. Non gli oltre 50 miliardi di euro di tasse lombarde che “restano” a Roma, non i 54 milioni di costo referendario usati da altri come arma per promuovere l’astensione. “101 milioni di euro. Questo rappresenta il residuo fiscale di Tradate. – scrive Galli – Cioè la differenza tra le tasse prodotte dal lavoro sul nostro territorio inviate a Roma e il valore d’insieme di beni e servizi che dallo Stato Centrale tornano ai Tradatesi”. “Questi soldi sono dispersi ogni anno nella grandi maglie della burocrazia centralista – continua il sindaco – Sono nostri. E sarebbe doveroso che ci tornassero indietro per poterli concretamente utilizzare sul nostro territorio”.

 

Verso il referendum di domenica

Ora l’attenzione è rivolta sul voto di domenica. Non solo quello di Tradate ovviamente ma di tutta la Lombardia (oltre che di quello in Veneto). Come anche il governatore Roberto Maroni aveva dichiarato già prima dell’indizione ufficiale del voto, “questo è un treno che aspettiamo da 30 anni e che passa solo una volta”. E sullo stesso pensiero si attesta Galli: “Il referendum non è solo l’ennesima votazione ma è l’opportunità che noi Lombardi aspettiamo da moltissimi anni. La possibilità di dire SI e quindi estendere il nostro modello di efficienza a moltissimi campi della “cosa pubblica”. Per un servizio pubblico attento al singolo e al territorio e non ad un farraginoso ingranaggio che opera senza minimamente relazionarsi con ciò che sta attorno”.

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