"Pochi medici di base? Non dipende dal Comune"

Il sindaco di Bareggio Linda Colombo invita a non diffondere falsità sul tema.

"Pochi medici di base? Non dipende dal Comune"
Politica 06 Febbraio 2020 ore 12:50

"Pochi medici di base? Non dipende dal Comune". Lo precisa il sindaco bareggese Linda Colombo che, sollecitata dalle minoranze, vuole fare chiarezza su un tema importante per i cittadini.

"Pochi medici di base? Non dipende dal Comune"

"Evitiamo di diffondere notizie false su un argomento che riguarda da vicino la salute dei cittadini", affermano il sindaco Linda Colombo e il consigliere regionale Silvia Scurati  sul tema dei medici di base a Bareggio, da settimane al centro del dibattito politico. “Come abbiamo già detto più volte e come ha ribadito anche il capogruppo Sisti durante l'ultimo consiglio comunale, il Comune non ha poteri sull'assegnazione di un nuovo medico di base a Bareggio e nemmeno sulla scelta e revoca del medico da parte dei cittadini – ha precisato il sindaco Linda Colombo – Sono competenze in capo ad Ats. Quello che può fare, e che sta facendo, l'Amministrazione comunale è mantenere un collegamento costante con gli organi sanitari e istituzionali regionali e del territorio, segnalando le criticità e i problemi che emergono, come peraltro già fatto per esempio sul servizio di neuropsichiatria. Dare al Comune delle responsabilità se a Bareggio ci sono pochi medici è falso. Anche perché i dati confermano si tratta di un problema di portata nazionale, non solo regionale”.

Quadruplicati i posti  per i dottori in Regione

Intanto prosegue l’impegno di Regione Lombardia per reclutare e formare nuovi medici di famiglia: in soli tre anni sono stati quadruplicati i posti, passando dai 100 del 2017 ai 476 attuali. “Purtroppo, come hanno spiegato nei giorni scorsi il Presidente Fontana e l’assessore Gallera, le precedenti norme nazionali, eccessivamente rigide, vincolanti e lontane dalle esigenze del territorio, hanno determinato una seria e diffusa carenza di personale in tutte le Regioni, compresa la Lombardia, che ha coinvolto non solo gli specialisti ospedalieri ma anche la medicina del territorio – aggiunge il consigliere regionale Silvia Scurati -. Il risultato è che in molti comuni della Lombardia non si è riuscito nemmeno a garantire il turn over dei pensionamenti. Pensiamo solo che entro quest’anno cesseranno l’attività circa 1800 medici di famiglia, quindi avanti tutta per garantire in tutta la Lombardia un servizio fondamentale. Oltretutto Regione Lombardia, per avere medici sempre più innovativi, ha previsto oltre 20 milioni di euro sulla telemedicina a favore della presa in carico della cronicità. Ma il dato di fatto è che a breve in Lombardia avremo circa 500 medici di base in più”.