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Parco agricolo sud Milano: i Cinque stelle dicono no alla proposta di riforma

Il consiglio regionale lombardo vorrebbe prendere in mano la gestione del parco.

Parco agricolo sud Milano: i Cinque stelle dicono no alla proposta di riforma
Politica Magenta e Abbiategrasso, 26 Aprile 2022 ore 14:18

Il M5S Lombardia, a seguito della presentazione del progetto di Legge n.218, di iniziativa dei capigruppo di maggioranza, annuncia una raccolta firme per esprimere la contrarietà alla Legge e raccogliere le manifestazioni di dissenso già espresse dai Territori in questi giorni.

La contrarietà alla proposta regionale

Nicola Di Marco, Capogruppo del M5S Lombardia, ha voluto esprimere la propria contrarietà a questa proposta:

“Se passasse questa Legge assisteremmo a un vero e proprio scippo del Parco Agricolo Sud Milano da parte del centrodestra lombardo. La gestione del parco passerebbe, infatti, da Città Metropolitana a Regione Lombardia che nominerebbe, di conseguenza, il direttore del parco. Si tenta ancora una volta, dopo il primo tentativo sventato dal lavoro del M5S e delle realtà del territorio nel corso dello scorso anno, (PDL 106 Lucente, poi ritirato) di ridisegnare la governance di quello che è il simbolo del Sud Milano, non coinvolgendo minimamente gli Enti, le Associazioni ed i Cittadini. Non si parla di come valorizzarlo o rilanciarne l’immagine, come garantire adeguati finanziamenti e investimenti o di come razionalizzare le attività svolte per renderlo più moderno".

Paura per una possibile futura cementificazione

"Questo Territorio oggi è al centro di appetiti di grandi gruppi di interesse e non vorremmo, che, con questo scippo vero e proprio da parte del Centrodestra Lombardo, si possano far tornare in auge scellerati progetti di cementificazione dell’area, ulteriori impattanti insediamenti logistici o nuove autostrade - come quella ipotizzata negli anni scorsi e parallela al tracciato della SP40, che sembra la riproposizione di parte della TOEM - con caselli a pagamento - ha continuato di Marco - Il Parco Sud è un polmone verde attivo. Nella sua enorme estensione (circa 47.000 ettari) coinvolge 60 comuni e al suo interno vengono garantite le attività agricole. Basti pensare che tra le risorse materiali presenti nel parco, si trovano circa 900 aziende agricole che coltivano 37.000 ettari di terreno agricolo (riso, mais, foraggio, cereali, erba, incolto), 400 allevamenti di bovini, suini, equini, avicoli, 33 aziende agrituristiche, 30 aziende con attività didattiche, 40 aziende con vendita diretta dei prodotti, 208 ettari di marcite, 254 fontanili attivi, circa 860 km di filari, siepi, fasce alberate, 3800 km circa di rogge e canali irrigui, 4 riserve naturali e Siti di Importanza Comunitaria".

Una raccolta firme per chiedere uno stop

"Regione, più che a questo patrimonio, sembra però interessata solo alle poltrone da occupare nell’Ente e alla gestione del potere. Per questo motivo chiamiamo a raccolta tutti i cittadini del Sud Milano per chiedergli, attraverso una raccolta firme, di provare insieme a noi a bloccare questo furto da parte del centrodestra. Il parco è loro, non della politica. Non si possono cambiare le peculiarità fondamentali di questo parco ma si devono continuare a valorizzare territorio da un lato e prodotti agricoli dall’altro. Il centrodestra lombardo ha fallito su tutto, dalla gestione delle case popolari ai trasporti con Trenord, ai servizi socio-sanitari non più garantiti in tanti Comuni. Lasciamolo lontano dalla gestione del Parco Sud”.

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