Mantovani e “Noi Repubblicani” manifestano in stazione Centrale

Mantovani e “Noi Repubblicani” manifestano in stazione Centrale
30 Maggio 2017 ore 18:21

MILANO – La prima uscita pubblica del neo-movimento fondato dal consigliere Regionale Mario Mantovani ha raccolto una folla di 350 persone.
Ieri, lunedì 29 maggio alle 18.30, proprio davanti alla Stazione Centrale di Milano, si è tenuta la prima manifestazione di “Noi Repubblicani Popolo Sovrano”, gruppo creato per volontà di Mantovani e dell’onorevole Daniela Santanchè.
Lo scopo della manifestazione pubblica era quello di portare il sostegno del gruppo “Noi Repubblicani” alle forze dell’ordine e di protestare per ottenere un’accoglienza dei migranti più giusta. All’evento hanno partecipato anche i sindaci Dario Tunesi (Santo Stefano), Fabio Merlotti (Buscate), Christian Garavaglia (Turbigo), Vito Bellomo (Melegnano) e Ettore Fusco (Opera) insieme al consigliere Regionale Carolina Toia e all’onorevole Luca Squeri, il senatore Sante Zuffada e alla Santanchè.
Siamo qui anzitutto per dire grazie ai servitori dello Stato – ha esordito l’ex sindaco di Arconate Mantovani – a chi ogni giorno lavora per i cittadini. Siamo qui, assieme ai milanesi, perché vogliamo guadare al futuro dell’Italia con coraggio. Chiediamo tutela, sicurezza e garanzia per chi ogni giorno è sul campo e viene accoltellato proprio qui, in stazione Centrale”.
L’ex vicegovernatore della Regione Lombardia ha sottolineato anche delle criticità sull’accoglienza dei richiedenti asilo: “Dobbiamo ringraziare anche i sindaci che hanno detto NO a un modello sbagliato di accoglienza degli extracomunitari, e che hanno voluto difendere le loro città e le comunità che governano. Dov’è il rispetto della democrazia, e del popolo che vota, se le decisioni comprimono la volontà popolare?Nessuno di noi è razzista né vuole male agli stranieri, ma prima di tutto vengono gli italiani coi loro problemi. Nel 1991 – continua Mantovani – io stesso accettati la richiesta del Prefetto di Forlì di accogliere 50 ragazzi albanesi. Oggi, quelle persone hanno studiato, hanno una famiglia, un lavoro e sono perfettamente integrati. Anche Papa Francesco ha detto che il reddito di cittadinanza non ha senso, perché è molto meglio avere un lavoro. E allora cosa diciamo al 40% dei ragazzi italiani che non hanno lavoro?”.
Il consigliere Regionale Mantovani, infine, chiede tre cose al Governo Gentiloni: “Tre cose: basta col concedere la cittadinanza italiana in modo indiscriminato. L’attentatore libico di Manchester era inglese, il terrorista di passaggio a Milano aveva ottenuto la cittadinanza, quelli del Bataclan pure. Non possiamo concedere la cittadinanza italiana, che si merita col lavoro, il rispetto delle leggi e il pagamento delle tasse.
A maggio l’immigrazione è cresciuta del 47% in un anno. Se facciamo le somme dei richiedenti asilo, cosa accadrà se dovessimo concedere loro la cittadinanza? Come faremo quando non sarà più consentito espellere? Quindi STOP alla concessione della cittadinanza, poi governare l’immigrazione rimandando a casa chi non ha diritto a rimanere sul nostro suolo, infine vogliamo più fondi per le forze dell’ordine. Abbiamo speso più di 4 miliardi di euro per l’accoglienza – conclude l’ex sindaco arconatese – e se invece li usassimo per garantire più sicurezza?”.


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