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Luca Nuvoli si racconta: il vicesindaco di Arese a 360 gradi

Dopo le elezioni di giugno e la pausa estiva, iniziamo un giro di interviste per conoscere meglio i nuovi assessori di Arese.

Luca Nuvoli si racconta: il vicesindaco di Arese a 360 gradi
Politica Rhodense, 01 Ottobre 2018 ore 16:42

Dopo le elezioni di giugno e la pausa estiva, iniziamo un giro di interviste per conoscere meglio i nuovi assessori di Arese. Il primo che intervistiamo è il vicesindaco Luca Nuvoli, con deleghe al bilancio, bilancio partecipativo, risorse umane, innovazione, semplificazione, trasparenza e legalità.

Luca Nuvoli: dall'età di 18 anni impegnato in politica

Classe 1988, residente ad Arese dalla nascita. Impegnato nella politica locale a partire dall’età di 18 anni, dal 2012 segretario del Partito democratico di Arese. Eletto in Consiglio comunale per la prima volta nel 2012 e rieletto nelle successive elezioni del 2013 e 2018. Anno in cui assume la carica di vicesindaco e assessore. Inoltre ha assunto la carica di segretario provinciale dei Giovani Democratici nel 2011.

Nonostante la giovane età, è in politica da più di 10 anni. Pensa che l'esperienza maturata possa servirle anche nella nuova carica?

"Se ci si limita all'età, visti i miei 30 anni, comprendo lo stupore di alcuni per il ruolo che ricopro. Sono certamente una scommessa e ringrazio il Sindaco per averla giocata. Ma credo che dodici anni di militanza di Partito, di cui sei alla sua guida locale, mi abbiano permesso di costruire quei fondamentali che mi saranno utili per un'esperienza nuova, quale è quella di assessore. A questo vanno aggiunti due mandati da consigliere, un'esperienza anch'essa fondamentale per la mia formazione".

Disinteresse dei giovani per la politica

Tra le nuove generazioni c'è un sostanziale disinteresse per la politica. Cosa l’ha spinta a entrare in questo mondo così da giovane? E pensa di poter contribuire a ridare fiducia ai ragazzi nelle istituzioni?

"​Quando, a 18 anni, ho iniziato a far politica, oltre al fatto che andavo ancora a scuola, il panorama politico era completamente diverso rispetto ad oggi. Credo che gli ideali che mi hanno spinto all'epoca ad impegnarmi sono i medesimi di oggi, con più consapevolezza delle cose e meno ideologizzazione nel confronto politico. Rimango, però, convinto che solo con l'impegno personale si riesca a migliorare il destino di una comunità. Ai ragazzi dico interessatevi, partecipate e sfruttate le tante realtà civiche e sociali di questa città. Si può far politica anche fuori dai partiti, si può partecipare alla vita pubblica anche fuori dalle istituzioni. L'importante è farsi parte attiva nel guidare il proprio futuro e non delegare sempre ad altri. ​Se posso esprimere un desiderio, mi piacerebbe andare nelle scuole e spiegare ai ragazzi l'importanza e, soprattutto, la bellezza di far qualcosa per la propria città. O, in generale, per migliorare questa società, così drammaticamente in declino e sfiduciata".

Dal 2012 è segretario del Pd di Arese

Come commenta il risultato eccezionale ottenuto alle ultime elezioni comunali, nonostante la crisi a livello nazionale?

"​Il risultato del Pd aresino conferma come gli elettori non votino più ideologicamente pro o contro un partito ma che, in modo maturo, scelgono sulla base dei risultati e dell'apprezzamento delle persone messe in campo. Il Pd ovviamente ha dato un contributo determinante alla vittoria di Michela Palestra ma, viceversa, ha beneficiato dei giudizi positivi nei confronti della giunta uscente. A questo vanno aggiunti alcuni elementi per noi vincenti: costante presenza sul territorio, rinnovamento, ma nel rispetto e nella collaborazione con la "vecchia guardia" e, infine, un gruppo unito e coeso che ha saputo non replicare divisioni e personalismi ben presenti a livello nazionale".

Oltre alla carica politica, lavora in una società di moda

Come riuscirà a conciliare gli impegni lavorativi e politici?

"​Come già detto, ho fatto una scelta di vita le cui conseguenze in temine di rinunce personali (per me stesso e per i miei affetti) e per il mio percorso di crescita lavorativa, di fatto compromessa, le conoscevo. Credo, altresì, che con una buona organizzazione e rispettando con professionalità gli impegni amministrativi, così come quelli lavorativi, il tutto sia conciliabile (magari con qualche nottata sveglio per far tutto). Del resto, il compenso di amministratori non permette di fare a tempo pieno solo l'assessore ma, a prescindere da ciò, troverei assurdo e impensabile, ai tempi d'oggi, assentarmi completamente dal lavoro per almeno cinque anni".

Le priorità del suo assessorato

Quali sono le priorità e le questioni più urgenti relative al suo assessorato?

"Penso che le priorità siano continuare a migliorare e rendere sempre più efficiente e dinamica la macchina amministrativa e i servizi resi ai cittadini. Per quanto riguarda il bilancio, in una situazione di continua riduzione delle risorse disponibili e di scarsa attenzione da parte del Governo centrale per le problematiche locali, occorre lavorare, talvolta con qualche colpo di genio e di fantasia, per mantenere inalterati la quantità e la qualità dei servizi offerti ai nostri cittadini".