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Legnano in Comune: “Biblioteca nel Parco Falcone e Borsellino da totem a tabù'”

"Per noi la trasparenza non è un optional"

Legnano e Altomilanese, 12 Agosto 2020 ore 12:40

Legnano in Comune: “Biblioteca nel Parco Falcone e Borsellino da totem a tabù. Quale
pericoloso mistero si nasconderà mai in quelle carte che sembrano non interessare più a nessuno?'”

Legnano in Comune: “Biblioteca nel Parco Falcone e Borsellino da totem a tabù'”

“Si è perso nei meandri della campagna elettorale il progetto di nuova Biblioteca nel Parco Falcone e Borsellino tanto pervicacemente perseguito dalla giunta Fratus prima del suo naufragio giudiziario.
Un progetto voluto ad ogni costo nonostante le tante voci critiche verso un’edificazione che andrebbe a sacrificare un’area verde da poco recuperata in centro città e ignorando ogni soluzione alternativa come la riqualificazione a questo scopo di edifici già esistenti e inutilizzati. Tanto da procedere spedita all’affidamento della progettazione ad uno studio di architetti parigino, impegnando qualche centinaio di migliaia di euro.
Ora che anche l’aspirante erede di Fratus dichiara che intende “contestualizzare maggiormente tale progetto” e “vagliare nuovi percorsi progettuali”, e che i cinque milioni previsti possono essere spesi meglio, oplà, il progetto tanto caro alla vecchia giunta viene addirittura secretato dalla commissaria straordinaria “per non influenzare il voto amministrativo di settembre”: quale pericoloso mistero si nasconderà mai in quelle carte che sembrano non interessare più a nessuno?
Che il progetto sia stato abbandonato, se non abbiamo capito male, anche dai suoi padrini, non ci dispiace, salvo il rammarico per quei 300.000 euro dei cittadini legnanesi gettati al vento, anzi volati in Francia. Perché la nuova Biblioteca la vedremmo bene in un più ampio polo culturale negli edifici della ex Manifattura di Legnano recuperati ad uso pubblico, preservando nel contempo uno dei pochi insediamenti industriali storici non ancora rasi al suolo a beneficio del solito mix residenziale-commerciale.
Quello che ci indigna è il metodo: prima, durante e dopo.
Perché per noi la trasparenza non è un optional, i cittadini non sono sudditi nè minus habentes e il loro voto non può mai essere considerato una cambiale in bianco.”

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