La cessione da parte del Demanio alle battute finali

L’Abbazia sarà di proprietà di Morimondo entro la fine dell’anno

La cessione da parte del Demanio del complesso dell'Abbazia dei cistercensi di Morimondo è alle battute finali. Poi partirà la riqualificazione

L’Abbazia sarà di proprietà di Morimondo entro la fine dell’anno
Magenta e Abbiategrasso, 11 Ottobre 2020 ore 16:30

La cessione da parte del Demanio del complesso dell’Abbazia dei cistercensi di Morimondo è alle battute finali. Poi partirà la riqualificazione.

L’Abbazia sarà di proprietà di Morimondo entro la fine dell’anno

Un altro passo verso lo storico passaggio di proprietà dell’Abbazia cistercense dal Demanio al Comune di Morimondo, che diverrà così custode del gioiello cistercense. Durante l’ultimo consiglio comunale è stato approvato l’atto di attribuzione e trasferimento a titolo gratuito. Con questo documento, il sindaco Marco Marelli si recherà dal notaio. Quindi, mancherà solo il visto su tutti gli atti da parte del direttore generale del Demanio a Roma. E il passaggio potrà così considerarsi perfezionato. Il complesso monastico tornerà sotto una unica proprietà dopo secoli.

Negli anni Ottanta c’era stata l’acquisizione di parte del monastero, quindi nel 2011 il Comune aveva avviato l’iter per la proprietà del resto del complesso. La vera accelerazione è stata impressa un anno fa: il 30 ottobre la bozza di accordo tra Comune e Demanio era stata approvata all’unanimità in consiglio. Poi i tempi sono tornati a farsi più incerti, tra l’attesa per la nomina del nuovo dg del Demanio e, naturalmente, la pandemia.

Ma ora tutto sembra aver ripreso la giusta marcia, tanto che Marelli conta di vedere concluso l’iter entro l’anno. A quel punto, la responsabilità per la conservazione e gestione dell’intero complesso sarà in carico al Comune.

E l’Amministrazione ha già le idee chiare su cosa fare: per il primo triennio sono già stati preventivati investimenti per complessivi 300mila euro. «Vorremmo partire da un intervento simbolico e sicuramente significativo – spiega Marelli – Ovvero dotare l’Abbazia di riscaldamento. Nei mesi invernali le funzioni religiose per i residenti e le iniziative culturali per i turisti risentono delle basse temperature. Nei due anni successivi vorremmo procedere alla sanificazione dei muri ed ad interventi sulle coperture dei tetti».

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