NERVIANO

"La nostra sede non sarà una moschea"

L'associazione culturale Nerviano replica alle accuse arrivate da Lega e da Forza Italia-Fratelli d'Italia

"La nostra sede non sarà una moschea"
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"La nostra sede non sarà una moschea": parla l'Associazione culturale Nerviano.

"Moschea? No, luogo per sociale e compiti per i bimbi"

"La nostra sede non sarà una moschea ma un posto dove fare cultura, sociale e iniziative per donne e bambini".

Così Mohamed Marouane, presidente dell'Associazione culturale Nerviano (composta da persone di fede musulmana) fa chiarezza e risponde alle polemiche arrivate riguardo alla loro sede appena aperta in via Di Vittorio a Nerviano. Nei giorni scorsi la Lega così come Forza Italia-Fratelli d'Italia avevano chiesto alla Giunta comunale di sapere "cosa avvenisse in quello spazio" e se c'era la possibilità che quello fosse "un luogo di culto".

"Siamo un'associazione culturale e i soci sono tutti di Nerviano, la maggior parte siamo residenti e cittadini italiani - spiega Marouane - Io sono qui dal 1991, sono italiano così come i miei figli e quelli di tutti gli altri componenti dell’associazione. Tutti noi, bambini compresi, siamo completamente integrati nel territorio: i bambini vanno nelle scuole del paese e qui giocano a calcio e ad altri sport. Purtroppo il Covid ha bloccato le nostre attività ma siamo pronti a partire. Promuoviamo infatti l'attività sportiva, con squadra di calcio dei bambini e dei più grandi; la domenica ci troviamo qui per insegnare ai bimbi la lingua araba così che non perdano la tradizione: qui studiano e parlano italiano ma quando tornano, per le vacanze, da zii e nonni non sanno più comunicare. E poi lezioni di italiano e facciamo anche aiuto compiti per i bambini. Progetto futuro è quello di proporre un corso di italiano per le donne così da aiutarle ad orientarsi nei servizi sul territorio".

La risposta alle polemiche

"La moschea è un’altra cosa, qui non può essere fatta - risponde il presidente - Certo, da musulmani, quando è l’orario, preghiamo così come facciamo se siamo per strada o sul posto di lavoro. Non facciamo nulla di male, la nostra porta è sempre aperta, per tutti, noi siamo un centro di incontro e proponiamo le attività di cui abbiamo parlato".

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