Politica
polemica sulla decisione del Pirellone

Il Parco Agricolo Sud Milano diventa a gestione regionale

L’opposizione contesta in particolare la scelta di attribuire alla Giunta regionale la nomina del Direttore del Parco.

Il Parco Agricolo Sud Milano diventa a gestione regionale
Politica Magenta e Abbiategrasso, 03 Novembre 2022 ore 17:12

E' stata ufficializzata dalla commissione regionale Agricoltura la modifica della legge sui parchi spostando di fatto la gestione del Parco Agricolo Sud Milano da Città Metropolitana a Regione.

Il Parco Agricolo Sud Milano in gestione alla regione

Il Parco Agricolo Sud Milano verso il “tagliando”. Oggi la Commissione regionale Agricoltura ha licenziato il progetto di legge che modifica la legge n.16 del 2007 (Testo unico delle leggi regionali in materia di istituzioni di parchi) sulla disciplina del Parco Agricolo Sud Milano. A favore i partiti della maggioranza, voto contrario da parte di PD, Lombardi Civici Europeisti e Movimento 5 Stelle.

Questo parco regionale e di cintura metropolitana (istituito nel 1990) ancora oggi ha una gestione affidata alla Provincia di Milano (dopo l’approvazione della legge Delrio, in fatto, Città Metropolitana) e, a fronte di problemi relativi all’efficienza gestionale, si è reso necessario un intervento per consentire l’introduzione di una forma di gestione regionale, in linea con la pressoché uniforme scelta di affidamento di tutti i Parchi Regionali a Enti di diritto pubblico.

“Dopo diversi mesi di lavori e nonostante le diverse posizioni in campo, la nostra Commissione è riuscita a licenziare il progetto di legge e a metterlo a disposizione sia della Commissione Bilancio sia del Consiglio regionale per l’approvazione finale. Un risultato significativo per un provvedimento atteso e strategico per il pieno rilancio del parco”, ha dichiarato il Presidente della Commissione Ruggero Invernizzi (Fi).

Della stessa opinione il gruppo Lega che si è espresso a favore con la Capogruppo in Commissione Federica Epis (“Raggiungere questo traguardo non era scontato e credo sia stato fatto davvero un buon lavoro”) e con la Consigliera del territorio Silvia Scurati: “E’ un passo avanti significativo, un passaggio storico per ridare slancio a questa realtà” ha detto la rappresentante del Carroccio, ricordando che il testo approvato “viene dal territorio”, dopo un lungo percorso di confronto con gli stakeholder e “tutela la vocazione agricola di questo parco”.

Quest’ultimo aspetto è stato sottolineato anche dalle dichiarazioni di voto di Franco Luncente (FdI) che del provvedimento è anche relatore:

“Questo progetto di legge – ha detto – viene dal forte impegno della maggioranza per imprimere una svolta a una situazione divenuta ormai insostenibile per il territorio e soprattutto per il mondo agricolo. L’80% del parco è privato e gli agricoltori sono i primi ad apprezzare questo cambiamento”. Della stessa opinione anche il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi: “Crediamo molto – ha assicurato – nel rilancio del parco”.

Sia Lucente che Comazzi non hanno chiuso a possibili ulteriori integrazioni al testo in Aula per andare incontro ai contributi dell’opposizione, che pure ha visto bocciati in Commissione tutti gli emendamenti presentati. Ipotesi alla quale il centrosinistra non chiude pur sottolineando la sua contrarietà verso l’attuale formulazione del provvedimento. Per il Consigliere PD Matteo Piloni:

“Questo provvedimento non viene dal territorio, ma dal palazzo. E’ calato dall’alto e va a interferire con altre istituzioni. I nostri emendamenti, che riproporremo in Consiglio, hanno due finalità: entrare nel merito del testo e fare proposte migliorative”.

L’opposizione, fra le altre cose, contesta in particolare la scelta di attribuire alla Giunta regionale la nomina del Direttore del Parco e di due membri (su dieci) del Consiglio di gestione. Aspetti sollevati con forza anche da Elisabetta Strada (Lombardi Civici Europeisti):

“Siamo assolutamente contrari, in questo modo si fa una sorta di ‘scippo’ da parte della Regione nei confronti della Città Metropolitana di Milano. Non esistono soluzioni simili per nessuno degli altri parchi regionali. C’è anche stato un deficit di confronto, basti pensare che non sono stati ascoltati i 61 sindaci dei Comuni che afferiscono al parco e ben 40 di questi hanno inoltrato una lettera di protesta alla nostra Commissione per questo mancato coinvolgimento”.

Il commento positivo di Silvia Scurati

A commentare la notizia anche Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega e firmataria della legge:

“Un passaggio storico a beneficio del territorio, dell’intero Parco Agricolo Sud, una grande svolta attesa da anni proprio da chi il Parco lo vive quotidianamente. Il prossimo passaggio sarà il voto nell’Aula del Consiglio regionale -  Interviene così Silvia Scurati Consigliere regionale della Lega - La nuova governance del Parco consentirà una migliore gestione e allineamento delle competenze dell’Ente con quelle regionali. Ci sarà una maggiore tutela delle aree coltivate, evitando che Città metropolitana persegui politiche ideologiche come quelle che vedono l’intenzione di stralciare 9mila ettari di Parco agricolo per trasformarli in aree naturali, limitando così fortemente l’attività agricola. Questo progetto di legge, fortemente voluto da tutta la maggioranza che governa Regione Lombardia, è un concreto passo in avanti per la tutela di un gioiello del Milanese e dell’intera Lombardia ma, soprattutto, per mantenere ed efficientare la naturale vocazione agricola del Parco Sud. Iniziativa – spiega Scurati – che non snatura la gestione del Parco agricolo, al contrario: aggiunge nuove risorse rilanciando la sua governance ormai spenta dopo anni di incapacità gestionale, farraginosa e burocratica da parte di Città metropolitana. Tra gli obiettivi principali vi è anche quello di gestire nel modo migliore il rapporto con gli agricoltori che sono anche proprietari dei terreni ubicati nel Parco. I Comuni – rassicura scurati – resteranno protagonisti, assieme alle realtà già presenti, alle quali andranno aggiunte anche due rappresentanze del mondo agricolo, per arrivare a un modello efficiente e funzionale di Parco Agricolo regionale, come già presente in altri territori”.

Contrario alla decisione il Movimento Cinque Stelle

A contestare la norma è invece il Movimento Cinque Stelle che parla di vero e proprio scippo nella gestione del Parco nei confronti di Città Metropolitana.

«Approvato in Commissione lo scippo del Parco Sud da parte di Regione Lombardia.
I nostri peggiori timori sono andati concretizzandosi con il voto della maggioranza - ha affermato il consigliere Nicola Di Marco -  Regione nominerà il direttore generale del parco, sottraendone di fatto la governance ai territori e a Città Metropolitana, con buona pace dei tanto sbandierati principi di autonomia territoriale con cui la Lega si riempie la bocca da decenni. Abbiamo sempre sostenuto che dietro lo scippo del Parco Sud ci fosse la fame di poltrone, che muove le politiche del centrodestra in Regione Lombardia. Oggi ne abbiamo avuto conferma.
Al centrodestra poco o nulla interessa in merito alla revisione dell’assetto del Parco finalizzata a precisi impegni e obiettivi futuri quali: la salvaguardia dell’ambiente, l’azzeramento del consumo di suolo e la tutela delle biodiversità. Tutti argomenti segnalati nelle precedenti audizioni da associazioni ambientaliste e anche da una lettera firmata dalla maggioranza dei Comuni del Parco.

I Cinque Stelle parlano anche di come alcune aree del parco siano interessate da futuri possibili passaggi di strade e insediamenti logistici:

"Questo territorio oggi è al centro di appetiti di grandi gruppi di interesse e non vorremmo che possano tornare in auge scellerati progetti di cementificazione dell’area, ulteriori impattanti insediamenti logistici o nuove autostrade - come quella ipotizzata negli anni scorsi e parallela al tracciato della SP40, che sembra la riproposizione di parte della TOEM - con caselli a pagamento. ll Movimento Cinque Stelle si batterà in difesa delle peculiarità del Parco Sud e delle realtà che lo abitano durante la discussione in Consiglio Regionale. In Aula, dove i tempi del dibattito non saranno contingentati, porteremo le nostre proposte di rilancio sostenibili, a quel punto vedremo chi veramente voglia effettivamente riformare e rilanciare l’ente e chi invece è solo interessato alle poltrone» così il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Lombardia, Nicola Di Marco, dopo il voto della VIII Commissione Agricoltura che ha approvato il PDL N. 218 “Modifiche al Titolo I, Capo XX, Sezione I, della legge regionale 16 luglio 2007, n. 16 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di istituzione di parchi) sulla disciplina del Parco Agricolo Sud Milano”.

Contrari anche gli esponenti del PD

Sulla questione è intervenuto anche il Partito democratico che ha votato contrario alla decisione:

“Sui parchi ci si aspetterebbe che Regione Lombardia collaborasse e sostenesse i territori, invece di entrare a gamba tesa, come nel caso del Parco agricolo sud. E non per migliorarne il funzionamento, ma solo per aumentare il proprio potere, attraverso più membri di nomina regionale nel consiglio di gestione e attribuendo a sé la nomina del direttore, fatto assolutamente inconcepibile che rasenta l’incostituzionalità e che non si è mai deciso per nessun altro parco. Altro che autonomia! La Lega la chiede a Roma, ma poi non la mette in pratica nei territori e nei comuni della nostra regione. E anche dal punto di vista economico non cambia nulla”.

Così intervengono Fabio Pizzul e Matteo Piloni, capogruppo e capodelegazione dem in commissione Agricoltura al Pirellone, dopo l’approvazione del progetto di legge che intende trasformare la governance del Parco Agricolo Sud Milano, modificando la legge regionale 16/07.

“Le modifiche apportate al testo non sono sufficienti a impedire che questo diventi l’unico parco della Lombardia ad avere una ingerenza non solo politica, ma anche amministrativa molto forte da parte della Regione – dicono – ci auguriamo che la maggioranza riveda le proprie posizioni in aula consiliare, dove ci batteremo nel tentativo di riportare al centro del dibattito il territorio”.

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