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Bernate Ticino

Forno crematorio in paese, i cittadini dicono no

La popolazione pronta a farsi sentire: lanciata petizione sul web e raccolta firma da inoltare al sindaco

Forno crematorio in paese, i cittadini dicono no
Politica Legnano e Altomilanese, 02 Febbraio 2021 ore 13:27

Forno crematorio a Bernate Ticino, la contrarietà dei residenti.

Forno crematorio in paese, l'opposizione

I cittadini di Bernate Ticino non vogliono un forno crematorio. La proposta di costruire un impianto per la cremazione era stata fatta al Comune nell’autunno scorso da un’impresa cimiteriale privata ed era stata stanziata la somma di 9.150 euro per una consulenza sulla fattibilità e congruenza del progetto presentato.
Nel mese di novembre 2020, Regione Lombardia ha dato avvio ad un bando per la costruzione di nuovi forni crematori sul territorio lombardo. Nel Consiglio comunale di dicembre, con il voto contrario della lista civica Il Melograno, forza di minoranza, è stata approvata la modifica al Piano cimiteriale vigente, per permettere la costruzione del forno crematorio all'interno del cimitero di Bernate, previa accettazione della richiesta da parte di Regione Lombardia.

Il progetto e le reazioni

Il forno crematorio, come richiesto dal bando regionale deve prevedere due linee per la cremazione, con un minimo di almeno 2.400 cremazioni annue totali, con operatività per 8 ore al giorno per 6 giorni la settimana e si rivolge ad un potenziale bacino di popolazione di circa 4-5 milioni di persone.
I cittadini hanno saputo della proposta da pochi giorni e stanno manifestando la loro contrarietà. Il Melograno, domenica, ha diffuso un volantino in cui si spiega il fatto e i numeri dei decessi in paese: a Bernate Ticino nell’ultimo decennio (2008 - 2019) si è avuta una media di 31 decessi annui e un numero di cremazioni pari a circa 7 all'anno. I bernatesi non vedono la necessità, visti i numeri così limitati, della costruzione dell’impianto e temono per la qualità dell’aria e il traffico di sepolture, che comporterebbe. Ed è stata lanciata una petizione on line, che in 2due giorni ha già contato circa 300 firme e un’altra cartacea, indirizzata al sindaco e al Comune, partirà fra poche ore, per dire no al forno crematorio.