Benincasa (All'Orto di Sant'Antonio)

Dpcm Covid, i ristoratori abbiatensi: “Cittadini spaventati, lo Stato ci deve aiutare”

Bar e ristoranti chiusi alle 18, Benincasa (All'Orto di Sant'Antonio di Abbiategrasso): “La cena fuori è ormai vissuta con tensione, lo Stato ci deve aiutare”

Dpcm Covid, i ristoratori abbiatensi: “Cittadini spaventati, lo Stato ci deve aiutare”
Magenta e Abbiategrasso, 01 Novembre 2020 ore 10:30

Bar e ristoranti chiusi alle 18, Benincasa (All’Orto di Sant’Antonio di Abbiategrasso): “La cena fuori è ormai vissuta con tensione, lo Stato ci deve aiutare”

Dpcm Covid, i ristoratori abbiatensi: “Cittadini spaventati, lo Stato ci deve aiutare”

«Non solo restrizioni su orari e numeri di persone, si è minata ormai la psiche delle persone, ormai hanno paura. Una cena in compagnia è vissuta con tensione da molti. Chiudere alle 18 non ha senso, non ci copriamo nemmeno le spese. Per noi si è fatto un lockdown mascherato e questo porterà molte realtà a chiudere o ridurre in modo importante il personale. Lo Stato ci deve aiutare». Questo il grido di allarme di Riccardo Benincasa, amministratore del ristorante abbiatense All’Orto di Sant’Antonio. Il suo pensiero è per il suo staff, composto da cinque elementi ma che purtroppo dovrà essere ridotto: «Professionisti che in una situazione di normalità avremmo assunto in modo definitivo. Non abbiamo introiti e questi contratti vanno in scadenza, non possiamo rinnovarli, non abbiamo prospettive. La cosa che più fa male è che dietro ogni dipendente c’è una famiglia. Dover lasciare a casa qualcuno per me è una forte sofferenza». Qualcosa si sta pensando ed organizzando per limitare i danni, ma c’è la sicurezza che nulla potrà coprire le perdite.

Inventiva ed opportunità che stanno cercando anche i giovani proprietari di Birra del Parco, Andrea Olivero ed Alberto Bosoni: «Stiamo pensando a nuove possibilità di sviluppo e crescita della nostra attività. Abbiamo un’azienda agricola ma il il grosso dei nostri ricavi arrivano dal birrificio. Per noi le restrizioni orarie hanno significato chiusura momentanea, perché la nostra solita apertura è alle 18. Proseguiremo con le consegne a domicilio, ma nel frattempo coglieremo ogni opportunità per non fare passi indietro come attività. Siamo positivi e per la riapertura, fosse anche in primavera, ci faremo trovare pronti». TORNA ALLA HOME

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