Emergenza

“Coronavirus: in Lombardia non siamo in mani sicure”

Il gruppo, presieduto dalla cerrese Piera Landoni, contro le misure per chi rientra in Italia: "Niente tamponi in aereoporto, si rischia di mettere in crisi il sistema sanitario"

“Coronavirus: in Lombardia non siamo in mani sicure”
Legnano e Altomilanese, 17 Agosto 2020 ore 13:29

Coronavirus, il Dipartimento Salute e Welfare del Partito democratico Metropolitana lancia l’allarme per le misure su chi rientra dalle vacanze: “Si stanno ripetendo errori già visti prima”.

Coronavirus, l’appello del Pd: “Non si facciano gli stessi errori”

“Perseverare diabolicum”. Così inizia l’appello del Dipartimento Salute e Welfare del Pd Metropolitano (responsabile Salute del Pd Metropolitano è Piera Landoni, ex vice sindaco e oggi capogruppo della lista di opposizione Bene Comune di Cerro Maggiore).
“I contagi in Lombardia stanno progressivamente salendo – affermano dal dipartimento del partito   – Da notizie di stampa, apprendiamo che i viaggiatori dai paesi europei, considerati a rischio, al fine di essere sottoposti al tampone naso faringeo di controllo vengono inviati agli ospedali, mentre invece vengono chiuse le postazioni tenda o mobili ‘drive through’ appostate per evitare il ricorso alle strutture ospedaliere. Non si ha inoltre notizia di contact tracing effettuato negli aereoporti lombardi. Si ripete così lo stesso errore al quale abbiamo assistito nella fase acuta della pandemia con gli effetti negativi di mettere in stress ed a rischio contagio strutture ospedaliere per prestazioni che dovrebbero essere eseguite in sicurezza dai dipartimenti di prevenzione”.
La richiesta: “Come Dipartimento Salute Metropolitano richiamiamo l’attenzione sul rischio di reiterazione di comportamenti che hanno messo a rischio la tenuta dell’intero Sistema Sanitario Regionale e solleviamo il tema dell’urgenza di indirizzare il viaggiatore internazionale ai dipartimenti di prevenzione come del resto avviene nel resto d’Italia. Chiediamo con urgenza di conoscere le motivazioni della scelta inappropriata di inviare i viaggiatori internazionali nei presidi ospedalieri e di avere conferma che tutti i dipartimenti di prevenzione Lombardi abbiano la dotazione effettiva di almeno 1 operatore ogni 10mila abitanti per le prestazioni di contact tracing, come indicato dal Ministero della Salute. Stigmatizziamo inoltre l’inappropriatezza dell’indicazione dell’ordinanza 597/2020 che non impone l’isolamento per i vacanzieri, rientranti e/o provenienti dai 4 paesi europei a rischio, prima dell’esecuzione del tampone nasofaringeo in aperto contrasto con le indicazioni del Ministero della Salute che invece prevede l’isolamento fino a riscontro negativo del tampone. Siamo in mani sicure, come amano ripetere dalle parti di Regione Lombardia? Parrebbe di no! Anche perché perseverare nell’errore è diabolico, e pericoloso Richiamiamo quindi le istituzioni, tutte, a provvedere con urgenza!”.

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