Settore in grave difficoltà

Coronavirus, le ludoteche lombarde: “Molti di noi non riapriranno più”

Coronavirus, il grido d'allarme della neonata rete “Ludoteche lombarde”: molte realtà non potranno riaprire passata l'emergenza senza un concreto aiuto dal Governo

Coronavirus, le ludoteche lombarde: “Molti di noi non riapriranno più”
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Coronavirus, il grido d'allarme della neonata rete “Ludoteche lombarde”: molte realtà non potranno riaprire passata l'emergenza senza un concreto aiuto dal Governo.

Coronavirus, le ludoteche lombarde: “Molti di noi non riapriranno più”

Chiuse da subito, dal 23 febbraio, con indicazioni pessimistiche sui tempi di riapertura, almeno sino ad oggi escluse per la particolarità della professione dalle misure di sostegno economico varate dal Governo: sono le ludoteche lombarde, categoria che sta subendo pesantemente le conseguenze dell'emergenza Coronavirus. E che ora prova a riorganizzarsi. Come? Istituendo una rete, denominata proprio “Ludoteche lombarde”, che ha già raccolto numerose adesioni anche nell'Ovest milanese e che ha formulato le proprie richieste a Regione Lombardia ed ai sindaci.

Fa il punto la portavoce Cinzia Castellazzi della ludoteca Arcobaleno delle favole di Trezzano sul Naviglio: “La situazione è insostenibile. Le ludoteche non appartengono ad alcuna categoria precisa non essendo centri sportivi, negozi, commercianti o altro, e tutte le disposizioni inserite nell'attuale decreto Cura Italia non ci considerano minimamente. Intanto noi non lavoriamo e quindi non incassiamo da ormai un mese, ma abbiamo costi fissi, primo su tutti l'affitto, molto elevati, trattandosi di capannoni”.

Inoltre, quello delle ludoteche è un lavoro stagionale e nel periodo in cui normalmente chiuderebbero le scuole il lavoro cala considerevolmente. La ripresa non potrà dunque esserci che prima di settembre: “Questi 6 mesi di fermo sono devastanti per noi. Se non ci aiuteranno, la maggior parte delle ludoteche chiuderà definitivamente le saracinesche. Abbiamo bisogno di farci sentire perchè ci serve che chi ci governa si ricordi di noi”. Le proposte avanzate alle istituzioni vanno, tra le altre cose, da un sostegno al pagamento degli affitti alla sospensione e rateizzazione delle scadenze fiscali e delle utenze, la possibilità di accesso alla cassa integrazione e di accesso a fondi di garanzia.

Per il nostro territorio hanno ad oggi aderito: BimBumBam di Novate Milanese, Birbanti Village di Canegrate, L’Era del Gioco di Rho, Fantasilandia di Vanzago, Fun4young, di Pogliano Milanese, Il Cortile di Elù di Corbetta, Jolly Roger di Cornaredo, Kinderland di Gaggiano, Le Simpatiche Canaglie di Legnano, L’Isola che c’è di Cornaredo, MiniMondo di Vanzago, Monellandia di Cornaredo, Show And Party di Lainate, Solletico di Robecco sul Naviglio.

A queste strutture si aggiungono inoltre: Alpha Game di Gessate, Arcobaleno delle Favole di Trezzano sul Naviglio, Divertilandia di Cologno Monzese, Hakuna Matata di Cernusco sul Naviglio, Happy Time di Cesano Boscone, Jungle Beat Fun Location di Corsico, La Tana di Zippi, di Cassano d’Adda, L’Isola che non c’è di Milano, Ludolandia di Locate di Triulzi, Madagascar di Barlassina, MiniMondo di Lurate Caccivio e Grumello del Monte, Misiland di Pieve Emanuele, Oceanicapark di Cantù, Officina Party di Trezzano sul Naviglio, Pito Pitù di Cabiate, Play Castle di Zibido San Giacomo, Play Party di Buccinasco, The Open Space di Trezzano sul Naviglio. TORNA ALLA HOME PAGE PER LE ALTRE NOTIZIE

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