Cerro Maggiore: “Non mi dimetto, presenteremo il bilancio e contatteremo i 4 dissidenti”

Cerro Maggiore: “Non mi dimetto, presenteremo il bilancio e contatteremo i 4 dissidenti”
10 Marzo 2017 ore 20:05

CERRO MAGGIORE – “Non mi dimetto. Andiamo avanti: approveremo il bilancio di previsione 2017 in giunta e lo porteremo in Consiglio comunale e andrà come andrà”. E si proverà a salvare il futuro della giunta: “Contatteremo i 4 dissidenti che vi sono all’interno della nostra maggioranza”.
A parlare è il sindaco Teresina Rossetti  che questa sera, alle 18, nel suo ufficio ha interrotto il suo silenzio sulla crisi di giunta. La scorsa settimana, infatti, si era dimesso l’assessore al Bilancio Emanuela Banfi, il giorno dopo era stato cacciato il vice sindaco e assessore ai Servizi alla persona, Politiche di genere, Istruzione Piera Landoni.
Banfi aveva parlato di “ostruzionismo”, Landoni puntato il dito contro “richieste di spiegazioni su vicende in cui il Comune era economicamente e giuridicamente coinvolto rimaste senza risposta”.
Rossetti ha respinto ogni accusa: “La situazione che mi vede nei panni della strega cattiva non è veritiera – ha esordito subito il sindaco con al suo fianco gli assessori Gianni Croci e Marco Lavazza -. La revoca delle deleghe a Landoni sono arrivate dopo una situazione molto tesa già da tempo, non vi era più sintonia e vi sono stati scontri anche importanti. E mi risulta quindi strano sentire dire oggi che non si sarebbe aspettata una mia decisione del genere. La stessa Landoni aveva detto recentemente che questa giunta era finita, che dovevamo trovarci un altro alleato. Era un chiaro segno di rottura definitiva. E la revoca non l’ho fatta via mail come dice ma con un decreto sindacale notificato anche per raccomandata: la mail di cui parla Landoni era solo un avviso”.
Landoni aveva indicato come causa della sua cacciata la richiesta di spiegazioni  su vicende quali Cea, piscina, Energeco. “Ma c’è anche il caso Amcem (nota: la società del Comune che gestisce, tra l’altro, la farmacia comunale) – prosegue il primo cittadino – che ha avuto un peso particolare, sul quale avevamo posizioni assolutamente divergenti. Io non voglio più imposizioni o “ricatti”. Il bilancio 2015 di Amcem è stato approvato, noi prefereriamo ora che quello del 2016 e il piano programma 2017 sia analizzato da un nuovo Revisore dei conti prima di portarlo in Consiglio comunale per l’approvazione”.
E Rossetti prosegue: “La piscina è una vicenda che stiamo seguendo, Cea è in liquidazione, su Energeco stiamo lavorando per chiudere la vicenda. Non è vero che su queste vicende non ho mai risposto. L’unica risposta non data è stata a una mail di Landoni arrivata non in tempo per la seduta di giunta. E non è stata la richiesta di informazioni su queste vicenda la causa della revoca”.
E su Banfi? “L’ostruzionismo da lei dichiarato non è mai esistito – replica Rossetti -: ha presentato tagli al bilancio su alcuni settori e abbiamo chiesto che fossero sentiti anche gli uffici. Non mi piacciono i “tagliatori di teste”, si possono proporre dei tagli ma occorre essere aperti anche all’ipotesi che altri dicano che non vanno bene. Banfi ha dichiarato poi di non volersi occupare di questioni vecchie: ma ogni amministratore può avere a che fare con cose del passato del paese”.
Poi c’è la vicenda di Francesco Spataro (ex Fratelli d’Italia poi da due anni sostenitore della giunta col suo voto fondamentale) che ha rimesso la delega alla Sicurezza dicendosi mai coinvolto: “Con lui c’era un accordo che è stato rispettato in ogni punto, non capiamo cosa si aspettasse” la posizione di Rossetti.
E ora? “Stiamo lavorando sul bilancio. Lo porteremo e approveremo in giunta entro il termine del 31 marzo. Poi lo porteremo in Consiglio comunale. E basta “ricatti”: chi c’è c’è. Succeda quello che succeda”.
In tanti parlano di un possibile ritorno dei 4 dissidenti interni della maggioranza, ossia l’ex sindaco Antonio Lazzati, gli ex assessori Calogero Mantellina e Giuseppe D’Anna e il consigliere comunale Simona Dell’Acqua: da tre anni hanno preso le distanze ma, se tornassero (e a loro potrebbero essere affidate deleghe), potrebbero salvare la giunta: “Per ora non li abbiamo ancora contattati ma abbiamo intenzione di farlo – conferma il sindaco -: se errori ci sono stati, ci sono stati da tutte le parti”. Può tornare a esserci un’intesa? “I quattro dissidenti, se andiamo a vedere, si sono astenuti sul bilancio e piano delle opere ma non sono mai stati contrari su tutto” il commento del sindaco.
Ampio servizio si Settegiorni in edicola venerdì 17 marzo


Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia