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Bossi lascia la Cultura: "Ho sbagliato"

A Fagnano Olona l'assessore si dimette a metà dopo il caso della visita proibita alla torre del castello

Bossi lascia la Cultura: "Ho sbagliato"
Politica Saronno, 22 Settembre 2019 ore 12:00

Bossi lascia la Cultura: "Ho sbagliato"

Bossi, castello

La decisione di rimettere la delega

Fausto Bossi rimette il mandato, ma solo per la delega alla Cultura. Resta dunque nella Giunta come assessore a Sport, Eventi, Comunicazione e Informatizzazione. Dimissioni a metà per il segretario leghista, che in consiglio comunale (dopo oltre due ore di botta e risposta tra Carlesso e Moltrasi sui Lavori pubblici) ha annunciato la scelta di fare mezzo passo indietro in risposta all’incalzare delle minoranze sui fatti dello scorso 14 luglio, quando Bossi aveva accompagnato sulla torre del castello – interdetta al pubblico per motivi di sicurezza – un gruppo di cittadini, mettendone a rischio l’incolumità. Dopo settimane di silenzio, tra la difesa di chi lo voleva salvo per buona fede e gli attacchi di chi lo chiedeva fuori per un atto grave compiuto nel ruolo di amministratore, l’assessore ha ammesso pubblicamente l’errore commesso: «Ho sbagliato, mi dispiace. E’ quello che ho detto in Giunta il giorno dopo quell’episodio e che ripeto qui oggi davanti al consiglio. E contrariamente a quanto mi è stato suggerito nel confronto interno alla maggioranza, ho deciso di rimettere il mio mandato alla Cultura al sindaco».

La spiegazione dell'errore

Bossi ha poi risposto all’interrogazione delle minoranze, che chiedevano i dettagli della visita alla torre: «Al Castellazzo è stata fatta una visita parziale e non completa e per non lasciare delusi i partecipanti ho preso al momento la decisione di portare il gruppo al castello, commettendo l’errore in buona fede di far accedere anche alla torre, utilizzando le chiavi in possesso dell’amministrazione che avevo in dotazione per allestire il concomitante evento ‘Libriusiamoli’ che ho promosso e curato in quello stesso giorno nel cortile del castello. Non è stato un voler prevaricare le regole, ma la volontà di operare per i cittadini, per la loro soddisfazione, come ho sempre fatto in questi anni, quando il mio impegno non è mai mancato ed è stato riconosciuto anche dai precedenti amministratori, dei quali io ho sempre avuto rispetto».

Duri attacchi dall'opposizione e risposta del sindaco

E qui Bossi è parso far riferimento ai duri attacchi subiti dalle attuali opposizioni dopo l’episodio, giudicandoli forse eccessivi nei toni e nella durezza nei suoi confronti. Ma dalla minoranza Marco Baroffio ha rincarato la dose, richiamando al rispetto delle regole come base per poter essere amministratori: «Se ci crediamo sommi padri eterni e padroni del castello e commettiamo fatti di questa gravità è giusto che poi andiamo a casa». Il sindaco Elena Catelli ha poi risposto sui possibili avvicendamenti in Giunta: «Un rimpasto è possibile e non è una cosa grave, ma non è oggi il tempo di operare questi cambi. C’è un dibattito utile all’interno della maggioranza e poi sta a me prendere le decisioni. Quando avverranno ne darò comunicazione ufficiale qui in consiglio. Assicuro però le minoranze: gli assessori non sono scolaretti da punire e richiamare e il mio ruolo è fermo e saldo».

 

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