Bonus badante: Borghetti, primo firmatario, si dice soddisfatto

Il rhodense ha commentato lo stanziamento di fondi per le famiglie che assumono un’assistente familiare.

Bonus badante: Borghetti, primo firmatario, si dice soddisfatto
Politica Rhodense, 11 Dicembre 2018 ore 18:12

Tre milioni come ‘bonus’ a fondo perduto alle famiglie che assumono assistenti familiari e ai Comuni per orientare i cittadini nella ricerca di queste figure professionali; inoltre, ulteriori 1,5 milioni destinato a iniziare la sperimentazione del ‘Fattore famiglia lombardo’ proprio da questa misura.  Lo ha deliberato la Giunta regionale su proposta dell’assessore alle Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari opportunità Silvia Piani, di concerto con l’assessore alle Politiche sociali, abitative e Disabilità Stefano Bolognini.

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Bonus badante: Borghetti, primo firmatario, si dice soddisfatto

Il vicepresidente del Consiglio regionale, Carlo Borghetti (Pd) ha commentato lo stanziamento di fondi per le famiglie che assumono un’assistente familiare, annunciato dall’assessore regionale alla Famiglia, Silvia Piani. Ecco le sue parole:

“Finalmente, a oltre tre anni di distanza dall’approvazione della legge regionale 15/2015 sulle badanti, di cui sono stato primo firmatario, Regione Lombardia incomincia concretamente a mettere in atto quanto previsto dalla  normativa. Bene la previsione di risorse per gli ambiti territoriali comunali per la implementazione degli sportelli badanti, e bene le risorse per le famiglie sulla base del reddito Isee. La legge aveva un duplice obiettivo: istituire un registro che aiutasse le famiglie nella ricerca di una badante qualificata e fare emergere il nero (infatti due badanti su tre in Lombardia lavorano senza regolare contratto). Ora sarà necessario -conclude Borghetti-  che la Regione affianchi i Comuni e li accompagni nella implementazione degli sportelli e dei registri, recuperando il tempo che è stato perso fino a oggi, su un problema che è sempre più grave, considerato l’invecchiamento della popolazione e il caro-rette delle case di riposo. E’ necessario, inoltre, che vengano riproposti al più presto i corsi di qualificazione per le badanti che la Regione aveva messo in piedi anni fa e che non ha più riproposto”.