RESCALDINA

Associazione accusata di fascismo, la replica della Giunta. E interviene anche il deputato Olgiati

L'Amministrazione guidata dal sindaco Gilles Ielo, dopo la polemica nata dal Movimento 5 Stelle, fornisce alcune precisazioni. Si mobilita anche il parlamentare pentastellato Riccardo Olgiati.

Associazione accusata di fascismo, la replica della Giunta. E interviene anche il deputato Olgiati
Legnano e Altomilanese, 18 Settembre 2020 ore 14:16

Associazione sportiva 5^ squadriglia La Disperata di Legnano accusata di fascismo, arriva la replica della Giunta. E interviene anche il deputato pentastellato Riccardo Olgiati.

Associazione accusata di fascismo, la replica della Giunta.

Si accende la polemica riguardo le iniziative dell’Amministrazione guidata dal sindaco Gilles Ielo per ri-vivere i boschi; in particolare, nel mirino dei pentastellati, gruppo all’opposizione, l’attività in programma per domenica 20 e 27 settembre con l’associazione sportiva 5^ squadriglia La Disperata di Legnano, che porterà la disciplina del Softair nel territorio.
A sostenere il Movimento 5 Stelle il consigliere regionale del M5S Luigi Piccirillo, che ha chiesto “a Prefettura e Questura di ritirare ogni tipo di permesso”.  Dopo Piccirillo, oggi anche il deputato pentastellato Riccardo Olgiati è intervenuto condividendo le preoccupazioni del M5S e segnalando la questione alle autorità competenti.
L’associazione si è difesa dichiarando che “non siamo assolutamente un’associazione sportiva a stampo fascista né parafascista. Ci discostiamo da qualunque forma ideologica o partitica”.
La Giunta Ielo, dopo le varie polemiche, fornisce alcune precisazioni: “In primo luogo, l’Amministrazione non ha ‘preso a braccetto’, come scritto sui social, un’associazione, ma si è limitata sotto l’egida della Figt (Federazione Italiana Giochi Tattici) riconosciuta dal Coni e operante a livello nazionale, a individuare insieme alle associazioni coinvolte le aree consone alla pratica del softair, considerando la morfologia del bosco, la compresenza con altre attività e le zone più sensibili dove più utile far ri-Vivere gli spazi. L’associazione si è poi mossa secondo le normative vigenti, richiedendo e ottenendo le autorizzazioni direttamente dalla Questura, senza alcun coinvolgimento amministrativo.
L’associazione ha comunque sin da subito dimostrato piena disponibilità, calendarizzando le proprie attività tenendo conto anche degli eventi organizzati dall’Amministrazione e ha sottoscritto spontaneamente, appena sorta la polemica, la dichiarazione antifascista prevista per le attività organizzate su suolo pubblico, anche se non dovuta in quanto il bosco è privato. Inoltre, dopo aver già chiarito che sia il nome che il logo dell’associazione risalgono alla prima guerra mondiale e non al ventennio, per mezzo del suo presidente, ha annunciato la rimozione del video con il motivetto incriminato sui social e ha fornito disponibilità persino a modificare il proprio logo, se questo urtasse la sensibilità di alcuni utenti.
Certamente da parte dell’Amministrazione verranno attenzionate le istituzioni sovracomunali competenti, al fine di mantenere verificata e monitorata la situazione, ma non possiamo non restare basiti di fronte a un processo sommario celebrato via social e a colpi di comunicati stampa, anche da chi dovrebbe essere di esempio e invece si erge a giudice prima ancora di aver chiesto legittime spiegazioni e di aver contestualizzato quanto successo”.

 

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