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L'indagine

Acli: "Fallimentari le politiche sanitarie lombarde in era Covid"

Petracca: "Chiediamo un cambio di rotta  che riaffermi il principio costituzionale della universalità del diritto alla salute".

Acli: "Fallimentari le politiche sanitarie lombarde in era Covid"
Politica Magenta e Abbiategrasso, 14 Maggio 2020 ore 14:18

Acli: "Fallimentari le politiche sanitarie lombarde in era Covid". Le Acli Milanesi hanno svolto un’analisi seria ed accurata del sistema sanitario italiano e lombardo alla luce della pandemia che ha colto il mondo impreparato e una stilato un documento ad hoc. "Sono emersi rilievi critici molto importanti e segnalati molto puntualmente nel documento, che denunciano carenze che abbiamo già rilevato in passato e diverse scelte sbagliate fatte in questo periodo”, afferma il presidente delle Acli Paolo Petracca, presentando il Documento delle Acli Milanesi e Lombarde sul fallimento delle politiche sanitarie in Lombardia esplose durante l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Acli: "Fallimentari le politiche sanitarie lombarde in era Covid"

"Come Acli, oltre a suggerire la strada di alcune scelte e di alcune riforme - ha spiegato Petracca – riteniamo che sarebbe opportuno che chi ha compiuto scelte sbagliate traesse le conseguenze politiche dei propri atti. Chiediamo un cambio di rotta  che riaffermi il principio costituzionale della universalità del diritto alla salute. Non sono più tollerabili  politiche sanitarie che rispondano a esigenze del mercato e del profitto che prevalgono su quelle del bene comune”.

 Un documento analitico

Nel documento, che si apre con un’attenta analisi della storia del sistema sanitario italiano, vengono illustrate le principali riforme lombarde che hanno portato a non avere presidi territoriali sia di prevenzione che di cura durante la pandemia. “A questa grave mancanza – viene spiegato nel documento delle Acli Milanesi e Lombarde - si sono aggiunte scelte incomprensibili e scellerate, come quella di decongestionare gli ospedali con la Delibera n. 2906 dell’8 marzo 2020 che disponeva “l’individuazione da parte delle ATS di strutture autonome dal punto di vista strutturale (…) strutture della rete sociosanitaria (ad esempio RSA) da dedicare all’assistenza a bassa intensità dei pazienti COVID positivi” o quella di ritenere la persona anziana non oggetto di tutela al pari di una persona non anziana con la Delibera n. 3018 dell’30 marzo 2020 che disponeva che “in caso di età avanzata – ultra75enni e presenza di situazione di precedente fragilità (..) è opportuno che le cure vengano prestate nella stessa struttura” .

"Salute, un tema di territorio"

“L’emergenza Coronavirus ha mostrato – affermano le Acli - quanto la questione della salute non sia un tema legato al singolo individuo, ma di fatto sia un tema di comunità e di territorio, in buona sostanza una questione pubblica. L'aver gradualmente spostato, in questo ultimo ventennio, il tema della salute da questione pubblica a soluzione individuale, è probabilmente uno dei motivi, certamente non il solo, per cui la Lombardia si è rivelata particolarmente vulnerabile nella gestione dell’emergenza sanitaria determinata dal Covid-19. Il sistema sanitario è stato costruito intorno al concetto di assistenza centrata sul paziente, ma un’epidemia richiede un cambiamento di prospettiva verso un concetto di assistenza centrata sulla comunità”.