"Una Lectio Magistralis con Alfredo Celeste"

La proposta dei Giovani di Forza Italia

"Una Lectio Magistralis con Alfredo Celeste"
Politica 04 Novembre 2017 ore 10:37

Una Lectio Magistralis con Alfredo Celeste

Una Lection Magistralis con Alfredo Celeste

"Vogliamo che Alfredo Celeste tenga una Lectio Magistralis per raccontarci la sua vicenda e mantenere saldo, in tutti noi giovani, il valore del garantismo".
Questa la proposta che arriva dal vice coordinatore dei Giovani di Forza Italia della provincia di Milano e attuale consigliere comunale a Settimo Milanese Ruggiero Delvecchio.
Celeste, ex sindaco di Sedriano, nei giorni scorsi è stato assolto in primo grado in maniera definitiva.

"Nei mesi scorsi, durante un incontro informale, Alfredo Celeste mi ha raccontato la sua vicenda politica, giudiziaria e umana - spiega Delvecchio -. Un viaggio all'inferno cominciato nell' Ottobre 2012 e conclusosi cinque anni dopo. Solo chi crede veramente nel garantismo può inorridire per la sua vicenda personale. Una situazione che andrebbe raccontata e che invece, vede il silenzio della stampa. Durante i frenetici giorni del 2012 si erano mobilitate televisioni nazionali e della grande stampa. L'obbiettivo era di "sbattere il mostro in prima pagina". Ora l'assoluzione è roba da giornali locali. l nostro Partito ebbe paura e abbandonò Celeste al suo destino. Qualcuno lo condannò ancor prima del rinvio a giudizio. Aumentando la sensazione di isolamento. Non sarà riparatorio per quanto subito in questi anni - annuncia Del Vecchio -, ma faccio pubblicamente, come Vicecoordinatore dei Giovani Forza Italia della Provincia di Milano, una proposta ad Alfredo Celeste: "ci tenga una Lectio Magistralis".

L'assoluzione dell'ex sindaco

L’assoluzione in primo grado di Celeste è diventata definitiva. Sono infatti scaduti nei giorni scorsi i termini entro i quali il Pubblico ministero poteva presentare ricorso contro la sentenza di primo grado, pronunciata a febbraio, che scagionava Celeste con formula piena dall’accusa di corruzione poiché «il fatto non sussiste». L'ex primo cittadino era finito nell'inchiesta che ha portato alla luce i rapporti tra mafia e politica in Lombardia.