Il protocollo di tutela lavoro c’è anche a Inveruno

Dopo Rescaldina, Canegrate, Busto Garolfo e Castano, anche a Inveruno il Comune sigla il protocollo di tutela lavoro con i sindacati.

Il protocollo di tutela lavoro c’è anche a Inveruno
Legnano e Altomilanese, 20 Settembre 2019 ore 09:47

Il protocollo di tutela lavoro è stato sottoscritto anche a Inveruno nella giornata di ieri, giovedì 19 settembre 2019, tra il sindaco Sara Bettinelli e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati: “Ora serve estenderlo in tutto l’Altomilanese”.

Il protocollo di tutela lavoro è realtà anche a Inveruno

Dopo Rescaldina, Canegrate, Busto Garolfo, Castano Primo, giovedì 19 settembre 2019 anche Inveruno è stato siglato il protocollo sulla qualità del lavori in appalto e forniture di servizi tra l’Amministrazione, Cgil, Cisl e Uil. Dichiara a proposito il segretario Cgil Ticino Olona, Jorge Torre: “Si rimette al centro la qualità del lavoro negli appalti e la qualità dei servizi. Si conferma la volontà di contrastare le gare al massimo ribasso, si individuano line e guida che pongono come prioritari gli obiettivi della responsabilità sociale, del rispetto della contrattazione, del lavoro regolare e sicuro e della concorrenza leale, ma soprattutto si ribadisce e si rafforza, nelle commesse di lavori e in quelle di servizi ad alta intensità di lavoro, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa quale sistema di valore nello scegliere i soggetti che si aggiudicheranno le gare”.

Confronto costante con le Organizzazioni Sindacali

L’Amministrazione attraverso questo protocollo impegna ogni appaltatore a garantire un confronto costante con le Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, oltre a prevedere una premialità per quelle realtà che garantiranno le condizioni economiche di miglior favore per i lavoratori tra i contratti del comparto merceologico di riferimento.

Tutela dei lavoratori

Per tutelare ulteriormente il lavoro e i lavoratori, il protocollo prevede che, nel caso di cambio di appalto o di eventuali subentri di nuove imprese rispetto a quelle originariamente aggiudicatarie dell’appalto, queste debbano assumersi l’impegno a garantire la cosiddetta clausola sociale e cioè l’assunzione di tutto il personale impiegato nell’esecuzione delle prestazioni dall’appaltatore uscente. Non solo, i soggetti che si aggiudicano le gare, oltre ad applicare il contratto collettivo nazionale e territoriale sottoscritto dalle Organizzazioni Sindacali più rappresentative nel settore, dovranno anche garantire ai dipendenti impiegati nell’appalto condizioni normative, retributive e di tutela, anche reale, del rapporto di lavoro non peggiorative rispetto a quelle preesistenti. Inoltre l’appaltatore e l’eventuale subappaltatore saranno obbligati, nel caso in cui la società assuma la forma di cooperativa, a prevedere che l’adesione da parte dei propri lavoratori avvenga esclusivamente su richiesta degli stessi proprio per evitare la nascita di cooperative fittizie che non tutelano il lavoratore.

La nascita di un Osservatorio

Infine viene istituito un Osservatorio composto dai firmatari del protocollo che, oltre a verificare il registro dei fornitori, esecutori e appaltatori comprensivo, controlla l’eventuale elenco di imprese che abbiano segnalazioni di “irregolarita” al fine di favorire la trasparenza e la legalità e sia il luogo per affrontare e dirimere eventuali contenziosi in caso di insorgenza di situazioni di contrasto e in caso di insorgenza di situazioni di contrasto e problematiche emergenti nello svolgimento dell’appalto.

“Il protocollo dev’essere esteso a tutto l’Altomilanese”

Dopo la sottoscrizione di questo protocollo, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto al presidente del patto dei sindaci di avviare un percorso per estendere l’applicazione ed i contenuti dello stesso in tutto l’Altomilanese. Spiega Torre: “La sottoscrizione di tale Protocollo a livello di “Patto dei Sindaci” rappresenterebbe un esempio positivo di gestione sovraccomunale dei temi riguardanti la qualità del lavoro e la qualità dei servizi. Inoltre rappresenterebbe un esempio virtuoso di come il Patto, e quindi governo collegiale dell’Area Omogenea, possa esercitare un ruolo positivo per uniformare le regole in tutto il territorio, rendendolo più attrattivo e promuovendo il miglior utilizzo delle risorse pubbliche nel rispetto di regole condivise”.

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