“Vita sulla Terra in veloce estinzione?”

Cambiamento climatico, surriscaldamento del Pianeta e le drammatiche conseguenze su natura e specie viventi sono gli argomenti della conferenza del Gat di lunedì 20 gennaio a Tradate, che apre di fatto il ciclo di serate 2020.

“Vita sulla Terra in veloce estinzione?”
Saronno, 17 Gennaio 2020 ore 00:59

 

 

“Vita sulla Terra in veloce estinzione?” è il titolo della conferenza organizzata dal Gruppo astronomico tradatese per lunedì 20 gennaio che apre il 46enne anno d’attività dell’associazione scientifica.

Vita sulla Terra, quale futuro?

Il surriscaldamento del Pianeta e le drammatiche conseguenze, saranno gli argomenti, oggi di estrema attualità, al centro della conferenza di lunedì 20 gennaio al Grassi organizzata dal Gruppo Astronomico Tradateseche di fatto dà il via al 46esimo anno di attività dell’associazione . “Vita sula Terra in veloce estinzione?” è il titolo della serata che vedrà ospite Giuseppe Palumbo, grande esperto di cinematografia scientifica.

Cambiamento climatico

Si tratta di una situazione drammatica, fondamentalmente legata ai cambiamenti climatici “che i soliti ‘noti’ (Usa, Brasile, Australia, Paesi arabi) si ostinano a non collegare all’attività umana per egoistici interessi locali”, con amarezza ammette il presidente del Gat Cesare Guaita.

 Riscaldamento del Pianeta

Eppure all’inizio del 2020 il tenore di CO2 è salito a 415 ppm (parti per milione) “un valore mai  raggiunto nell’ultimo milione di anni  e salito vertiginosamente solo negli ultimi 100 anni a causa del fatto che l’Umanità produce energia utilizzando per l’80% fonti fossili non rinnovabili. Con conseguenze devastanti sul riscaldamento del pianeta (Giugno e Luglio  sono stati i mesi più caldi di sempre) e, di conseguenza, sui fenomeni climatici estremi (cicloni, inondazioni, siccità, incendi,ecc) ormai sotto gli occhi di tutti”, spiega Guaita.

 Le devastanti conseguenze su natura e animali

“La calotta polare – illustra Guaita – ha perso in mezzo secolo  il 40% del suo spessore, ogni anno scompaiono 13 milioni di ettari di foreste,  il 40% delle terre coltivabili si desertifica,  l’acqua dolce viene utilizzata soprattutto per la coltivazione intensiva di cereali, che poi, però, per oltre il 50% servono alla crescita del bestiame ed alla sintesi di biocarburanti. In questa situazione sono a rischio estinzione ¼ dei mammiferi, 1/8 degli uccelli, 1/3 degli anfibi, ¾ delle aree di pesca: una velocità di estinzione 1000 volte superiore ai ritmi naturali”.

Stiamo consumando la Terra

“Nonostante – continua Guaita – questo il ‘mito’ indiscusso dei paesi più ricchi è sviluppo sempre in crescita, con consumo sempre più veloce delle risorse naturali del pianeta: solo che, se fino agli anni 70 l’umanità consumava più o meno quanto la Terra produceva, adesso, dopo mezzo secolo, consuma il doppio di quanto la Terra possa offrire. Oltretutto è solo il 20% dell’ Umanità a consumare l’80% delle risorse, spesso utilizzandole in maniera assurda: per esempio si spende 12 volte di più in armi che in aiuti ai paesi sottosviluppati (dove un miliardo di persone soffre la fame e non ha accesso all’acqua potabile, e muoiono 5000 persone al giorno per mancanza d’acqua)” .

Estinzione della specie umana

Con una conseguenza inevitabile: “l’estinzione molto veloce della specie umana”. Secondo Il Gat  però c’è una speranza: quella di invertire i tre strati della cosiddetta ‘torta sostenibile’. “Attualmente questa ‘torta’ ha alla base l’ economia, più sopra la società, al terzo posto la biodiversità.  La totalità dei climatologi ritiene invece che per la salvezza del pianeta si debba invertire  l’ordine della ‘torta’  mettendo alla base la biodiversità,  e solo al terzo posto l’economia. Un’azione, questa, che non è purtroppo nelle mani degli scienziati ma dei politici>, chiosa il presidente di Gat.

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