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Un rhodense al Worldvision Music Contest: l’arpista Antonio Ostuni rappresenterà l’Italia

Sarà il rappresentante ufficiale del nostro Paese alle semifinali del concorso mondiale di sinfonia classica

Un rhodense al Worldvision Music Contest: l’arpista Antonio Ostuni rappresenterà l’Italia
Cultura Rhodense, 29 Dicembre 2021 ore 11:18

Ci sarà anche un pezzo di Rho al Worldvision Music Contest: a rappresentare il Bel Paese sarà, infatti, un cittadino rhodense di origini pugliesi: l'arpista Antonio Ostuni.

Un rhodense al Worldvision Music Contest: l’arpista Antonio Ostuni rappresenterà l’Italia

Dopo aver vinto le selezioni della regione Lombardia, si è aggiudicato la vittoria dell'intero round nazionale e, con essa, la possibilità di essere il rappresentante ufficiale del nostro Paese alle semifinali del concorso mondiale di musica classica. Dovrà adesso scontrarsi con altri 47 musicisti da tutto il mondo per arrivare in finale al Konzerthaus di Vienna e competere per il primo premio: 100 mila euro in contanti e tre concerti solisti con l'accompagnamento di un'intera orchestra su altrettanti importantissimi palchi del mondo.

A decretare il vincitore della prima competizione mondiale di musicisti classici sarà una giuria di esperti da tutto il mondo, oltre al sostegno del pubblico via web: sarà possibile votare fino al 19 gennaio, al link Worldvision .

Il ritratto dell'artista

Antonio Ostuni inizia a suonare l'arpa all'età di dieci anni, e vince il suo primo concorso internazionale a soli tredici anni. Si diploma con il massimo dei voti, lode e menzione presso il conservatorio di Monopoli e si specializza con lode al conservatorio di Bolzano. Studia inoltre presso la Musikhochschule di Amburgo e di Berlino. Nel frattempo vince numerosi premi in concorsi nazionali e internazionali e lavora con nomi importanti come, tra gli altri, Riccardo Muti, Gianandrea Noseda e Vladimir Ashkenazy.

 

Ha intrapreso numerose tournée internazionali suonando nei maggiori teatri di tutto il mondo, come la Carnegie Hall di New York, la Royal Albert Hall di Londra, il Konzerthaus di Berlino e il Kennedy Center di Washington.

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