Lutto per l'ex batterista dei Pooh

Stefano D’Orazio, il ricordo del sanvittorese Viky Ferrara

Il musicista di San Vittore Olona era salito sul palco insieme alla band: "Ragazzo semplice, che come tutti noi amava la musica"

Stefano D’Orazio, il ricordo del sanvittorese Viky Ferrara
Legnano e Altomilanese, 15 Novembre 2020 ore 12:04

Stefano D’Orazio, lo storico batterista dei Pooh venuto a mancare all’età di 72 anni, ricordato dal musicista Viky Ferrara di San Vittore Olona.

Stefano D’Orazio, il ricordo

“Quell’incontro con Stefano D’Orazio è stato molto emozionante. Era un ragazzo semplice che amava la musica, proprio come tutti noi”.
Così Viki Ferrara, noto batterista e musicista sanvittorese, ricorda Stefano D’Orazio, il leggendario batterista dei Pooh (ma anche anche paroliere, cantante e regista) venuto a mancare venerdì all’età di 72 anni.
Era il 22 gennaio 2009 quando Ferrara era salito sul palco proprio insieme ai Pooh, la famosissima band italiana. Il concerto era quello a favore di Exodus di don Antonio Mazzi a Palazzo Besana di Milano. Una serata speciale, con i Pooh al gran completo ossia D’Orazio, Roby Facchinetti, Dody Battaglia e Red Canzian. E Ferrara, con l’amico e musicista Alessandro Valeri alla chitarra, ha cantato con loro “Chi fermerà la musica” (i due hanno poi ricevuto i complimenti dall’intera band). “Quel concerto me lo ricordo benissimo – racconta Ferrara, che ora suona con un’altra celebrità della musica ossia Alberto Radius (noto per le sua attività con, tra gli altri, Lucio Battisti) ed è membro dell’Orchestrina del suonatore Jones – Grandissima l’emozione di essere su un palco insieme a una band che ha fatto la storia della musica. Siamo ragazzi degli anni ‘60, ho seguito tutta la loro evoluzione: i Pooh sono uno di quei gruppi beat che poi si sono evoluti pur rimanendo sempre gli stessi. E questa è una cosa che solo i grandi riescono a fare. Hanno avuto il grande merito di aver portato nella musica splendide melodie, accattivanti, cosa assolutamente non facile: Facchinetti è un po’ il nostro Paul McCartney, un genio che ha unito lo spirito beat con Puccini”.
Poi il ricordo di D’Orazio: “E’ stato un batterista che ha fatto il “suo onesto lavoro” come si dice: non un virtuoso ma un “onesto batterista”. E questa è una grande dote, avercene di batteristi così – afferma Ferrara – Un batterista semplice ed efficace. Tanti dicono che, ad esempio, Ringo Starr e Charlie Watts non sono grandi batteristi: ma non è così, essere un “onesto batterista” è una virtù che hanno in pochi”.
E poi la mente torna a quel concerto a Milano e alla chiacchierata con D’Orazio: “Ho cantato ‘Chi fermerà la musica’, che era all’interno di un medley – ricorda il sanvittorese – I Pooh si sono dimostrati artisti, ma soprattutto, uomini semplici: mi sono fatto firmare i miei dischi. Con Stefano ci siamo scambiati un po’ di idee: me lo ricordo come una persona semplice, che amava la musica, proprio come uno di noi. Prima dei Pooh aveva suonato in un gruppo progressive, un tipico ragazzo degli anni ‘60. Come tutti noi”.
La notizia della scomparsa di D’Orazio ha sconvolto il mondo della musica. Il musicista era ricoverato in ospedale (nella struttura Columbus del Policlinico Gemelli di Roma) già malato, le sue condizioni sono peggiorate dopo il contagio da Covid. “Abbiamo perso un fratello, un compagno di vita, il testimone di tanti momenti importanti, ma soprattutto, tutti noi, abbiamo perso una persona per bene, onesta prima di tutto con se stessa. Preghiamo per lui. Ciao Stefano, nostro amico per sempre…», recitava il post firmato insieme dagli altri componenti del gruppo, Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia e Riccardo Fogli.

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