Cultura

Ranestrane finalmente in Italia, suoneranno a Milano

Non resta quindi che seguirli: scoprirete una nuova forma d’arte che non scorderete facilmente.

Ranestrane finalmente in Italia, suoneranno a Milano
Cultura Rhodense, 28 Maggio 2018 ore 18:21

Le Ranestrane approdano in Italia il 1 giugno.

Ranestrane finalmente in Italia

Le Ranestrane, di ritorno da un lungo tour oltre confine approdano finalmente in Italia il 01 giugno 2018 a Milano, Teatro Guanella a pochi passi dal confine con Rho fiera. Quale modo migliore per festeggiare il 50°anniversario, in veste del tutto originale, dall’uscita del capolavoro di Stanley Kubrick, già per l’occasione ripresentato a Cannes e nelle sale cinematografiche?
Sì, perchè le RANESTRANE, che tra l’altro festeggiano ora il loro ventennale di carriera, per chi ama la catalogazione di genere sono un gruppo Prog ( nell’accezione propria del termine) ma sinfonico, o forse alternativo e sicuramente originalissimo: i loro Cine-concerti , un brevetto o marchio di fabbrica che dir si voglia forse ancora unico al mondo, si approcciano in un modo davvero particolare (ed elegantemente ‘azzardato’) ad alcuni dei più importanti capolavori cinematografici: viaggiando in sincronia perfetta con la pellicola riescono con maestria, attraverso parole e note, a ‘trasmetterci’ la trama, pur mantenendo i quattro (Daniele e Massimo Pomo, Maurizio Meo e Riccardo Romano) una propria e definita identità. La loro magia risiede proprio in questo: riuscire a dialogare in continuo con le immagini, senza che perdano in alcun modo identità nè che vengano trasformate in una sorta di film muto (i dialoghi originali infatti a tratti ricompaiono); non hanno nemmeno la presunzione di creare una colonna sonora ‘alternativa’: le bellissime melodie, studiate alla perfezione, si sposano invece perfettamente con la pellicola che scorre alle spalle della band. Il risultato? Un’opera rock, che viaggia fotogramma per fotogramma in simbiosi con il film (in ordine cronologico: Nosferatu, Shining e la trilogia competa di Kubrick, “2001: A Space Odissey). Ultima, ma non meno importante particolarità: il disco non necessita di supporto della pellicola per essere ascoltato, ogni opera viaggia autonomamente ed indipendentemente dalle immagini.

Ecco spiegato il successo che il gruppo registra all’estero, Giappone compreso, i numerosi sold out e la costante collaborazione con note band d’oltremanica,  nonostante il cantato sia rigorosamente in lingua italiana . A proposito: forse si potrebbero scovare analogie con il film ‘the Wall’ dei Pink Floyd, dove però, anche se sapientemente, Alan Parker creava ad hoc la pellicola sulla base di un inciso già esistente... Non resta quindi che seguirli: scoprirete una nuova forma d’arte che non scorderete facilmente.