Presepe dei missionari comboniani di Venegono, ultime settimane per il Natale dell’Amazzonia

Non solo Natività: protagonisti l'ambiente e la lotta dell'Amazzonia contro chi la minaccia e ferisce.

Presepe dei missionari comboniani di Venegono, ultime settimane per il Natale dell’Amazzonia
Saronno, 14 Gennaio 2020 ore 18:57

 Il presepe dei missionari comboniani a Venegono Superiore sarà ancora visitabile nei finesettimana di gennaio, dalle 14 alle 18.

Presepe dei missionari comboniani, è “Christmas For Future”

Nuovo anno e nuovo presepe dai missionari comboniani, e ultime occasioni per poterlo ammirare. Come ormai da tradizione ventennale, anche quest’anno nel castello dei comboniani di Venegono Superiore, il presepe è diventato uno strumento per raccontare un tema quotidiano, l’ambiente. “Dopo esser riusciti nel 2018 a far arrivare la linea metropolitana M1 fino a Venegono Superiore e a far aprire il Duomo per fare uscire Gesù, quest’anno ci accontentiamo semplicemente di arrivare in Amazzonia”, spiega padre Maurizio Balducci. “Come sempre cerchiamo infatti di essere presenti all’oggi e così quest’anno vogliamo inserirci nel cammino del Sinodo sull’Amazzonia”.

Un viaggio per salvare Gesù e gli altri bambini del mondo

Si parte dunque dal Sinodo, “che ci interessa sia come persone che come cristiani – prosegue Balducci –  Questo per la conservazione del pianeta ma anche per poter  ritrovare relazioni nuove nell’ottica dell’Ecologia Integrale tanto cara a papa Francesco. In Amazzonia ci arriviamo con una barca costruita con materiali di scarto dall’ingegno di alcuni ragazzi”. Una missione importante: 

Si tratterà di salvare Gesù, che ancora qualche re Erode vuole morto, assieme ad altri bambini del mondo. Nella nostra storia il ‘cattivo’ porta come marchio una grande V; nella mostra capiremo che sta per una delle grandi multinazionali che stanno distruggendo l’Amazzonia. E così l’Amazzonia brucia e gli animali scappano o bruciano. Ma pochi parlano delle popolazioni indigene a cui viene tolto tutto! Gli animali purtroppo valgono più delle persone. La provocazione è che Gesù nasca dall’acqua  e da due Zè (brasiliano per Giuseppe) e Maria, indigeni dell’Amazzonia”.

Amazzonia, vita per tutti

Non a caso quindi si è scelta l’Amazzonia, tornata alle cronache nel 2019 per gli incendi che l’hanno colpita, come “nuova” terra natìa per Gesù. “Lui vuol nascere ancora in mezzo a noi, in ogni casa e realtà, ma anche in quella foresta lontana da noi solo geograficamente e da cui tutti noi traiamo vita – continua il comboniano – L’amazzonia è allora simile a Gesù che è vita per tutti, O2 per il pianeta. Il titolo del presepe è infatti Christmas for future: vi dice niente?”.

Doppia mostra sul polmone verde della Terra

Dopo il presepe il viaggio non si ferma, e anzi continua all’interno delle sale del castello dove sono state allestite due mostre. La prima è costituita da fotografie che raccontano il dramma e le problematiche dell’Amazzonia, minacciata dalle multinazionali estrattive. La seconda invece sarà composta da dei dipinti inediti di padre Ezechiele Ramin, comboniano ucciso da un gruppo di sicari a 32 anni nel 1985 mentre si trovava nel Mato Grosso in Brasile impegnato proprio nel sostegno delle popolazioni indigene contro i latifondisti. “Vi proporremo anche figure e storie interessantissime dei nostri nonni – conclude padre Balducci –  missionari anziani che hanno imparato lingue strane e incontrato tanta gente cambiando in meglio la storia del mondo. Vi aspettiamo”.

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