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Nuovi habitat a Motta Visconti

Il risveglio degli anfibi nel Parco del Ticino

I nuovi habitat realizzati a Motta Visconti favoriscono la riproduzione di rane rosse e rospi

Il risveglio degli anfibi nel Parco del Ticino
Cultura Magenta e Abbiategrasso, 01 Aprile 2021 ore 15:45

I nuovi habitat realizzati a Motta Visconti favoriscono la riproduzione di rane rosse e rospi

Il risveglio degli anfibi nel Parco del Ticino

Da qualche settimana il sottobosco si sta risvegliando, coi primi fiori nemorali, campanellini, anemoni dei boschi. Insieme a loro anche la piccola fauna ha iniziato ad uscire dal letargo e si appresta alla fase riproduttiva. È il caso delle rane rosse e dei rospi comuni, tra i primi anfibi a mettersi in viaggio dalle aree di svernamento – i boschi di latifoglie – verso stagni, paludi e rogge, i siti riproduttivi di cui il Parco del Ticino è ricco.

Rane rosse osservate speciali del Parco

Le rane rosse (rana di Lataste e rana agile) sono oggetto di studio e monitoraggio da qualche anno al parco del Ticino. In base alle recenti segnalazioni del naturalista Milo Manica, collaboratore dell’area protetta, i nuovi siti-habitat realizzati per gli anfibi a Motta Visconti si sono rivelati altamente idonei, con una repentina colonizzazione. In questi anni è stato scoperto come anche molti ecosistemi agricoli possano fare tanto per questi animali: mantenere un fosso inerbito e con acqua pulita consente loro di riprodursi e permette ai nuovi nati di svilupparsi e trasformarsi da girini ad adulti.

Barriere “salva-rospo” a bordo strada

I rospi molto spesso nella loro migrazione sono costretti ad attraversare le strade che possono rivelarsi letali. Per questo alcune squadre di volontari (GEV, CAI, Protezione civile, associazioni e volontari del Parco) sono impegnati tutti gli anni, sul finire dell’inverno, nel montaggio di barriere a bordo strada per impedire che vengano investiti. I rospi sono poi contati e portati al di là della strada per farli proseguire nel loro percorso verso i siti riproduttivi.
Ma questi non sono gli unici anfibi che popolano il Parco del Ticino. Fra poco toccherà anche a raganelle, rane verde, rospi smeraldini, tritoni, salamandre e al pelobate fosco attivarsi per la riproduzione negli specchi d’acqua. Il pelobate, in particolare, è un anfibio molto raro, che vede proprio nel Parco del Ticino la popolazione più grande presente in Italia.

“Questi anfibi sono sentinelle della qualità ambientale”

“È bene ricordare che tutti questi animali sono delle ottime sentinelle della qualità ambientale e vederli significa che i luoghi in cui li osserviamo sono puliti e in buona salute- spiega Francesca Monno, consigliere delegato del Parco del Ticino – Non solo: sono fondamentali nella catena alimentare perché si nutrono di insetti (comprese le fastidiose zanzare) e altri invertebrati. Sono poi a loro volta prede per uccelli, rettili e mammiferi. Insomma, un vero patrimonio di biodiversità da tutelare e conservare!”.

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