CITTADINANZA ATTIVA

Il “giardino delle donne” è stato inaugurato a Rescaldina FOTO

Il progetto, in collaborazione con il Comune, è nato dalle contradaiole della Torre, il capitano Alessandra Butera con Cristina Pezzoni e Laura Gasparri, per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del femminicidio.

Il “giardino delle donne” è stato inaugurato a Rescaldina FOTO
Legnano e Altomilanese, 13 Settembre 2020 ore 11:27

Il “giardino delle donne” è stato inaugurato a Rescaldina. Il progetto di cittadinanza attiva, in collaborazione con il Comune, è nato dalle contradaiole della Torre, il capitano Alessandra Butera con Cristina Pezzoni e Laura Gasparri, per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del femminicidio.

Il “giardino delle donne” è stato inaugurato a Rescaldina

Inaugurato il “giardino delle donne”, il progetto di cittadinanza attiva, in collaborazione con il Comune di Rescaldina, presentato dalle contradaiole della Torre, il capitano Alessandra Butera con Cristina Pezzoni e Laura Gasparri, per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del femminicidio.
Il giardino, infatti, sorge proprio nel parchetto di via Bossi, intitolato alla rescaldinese Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano. In questi mesi, i contradaioli si sono rimboccati le maniche e hanno donato nuova vita all’area verde; insieme, hanno tagliato l’erba, sistemato le aiuole, piantato fiori, posizionato sugli alberi le casette per gli uccellini ma, soprattutto, hanno dipinto le panchine di rosso, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne e vivacizzato l’area della fontanella dipingendo una parete di papaveri, a opera di Ivana Maso, e posizionando una targa con i primi versi de “La guerra di Piero” di Fabrizio De André.
Dopo il taglio del nastro, la prima a parlare è stata proprio Cristina, molto emozionata: “Questo progetto nasce da lontano, quando ho scoperto di aspettare una bambina, perché da allora mi sono resa conto ancora di più cosa significa essere donna oggi, quali sono le difficoltà – afferma – La più grande è espressa proprio dal fenomeno del femminicidio; nel 2016, l’anno in cui è nata mia figlia, sono state uccise 114 donne. È un numero atroce, perché dietro a queste donne ci sono anche 114 famiglie spezzate. Non bastava una panchina rossa, serviva un intero parco di panchine rosse, con le gambe blu, perché il blu è il colore della pace e vogliamo che si faccia un lungo cammino di pace insieme. Nel costruire questo giardino ho avuto la fortuna di incontrare due donne che hanno sognato insieme a me, Alessandra e Laura, e poi siamo riuscite a coinvolgere tutti i nostri splendidi contradaioli. Abbiamo ripreso un parco un po’ dimenticato e ne è nato un progetto unico nel paese; questo è il regalo ai nostri bambini e bambine, un giardino di cui prendersi cura per cambiare piano piano la mentalità, l’idea che le donne siano uno strumento nelle mani dell’uomo, e anche la concezione che il paese sia solo un affare del comune quando in realtà lo è di tutti, tutti dobbiamo prenderci cura di quello che è nostro”.
Il capitano Alessandra ha voluto dedicare il giardino delle donne “a una persona, mia cugina, che molti anni fa è stata vittima di femminicidio. Desidero ringraziare tutti i contradaioli per il gioco di squadra, le persone nuove che abbiamo incontrato e che spero ci seguano in questo cammino”.

L’Amministrazione

Presenti anche il vicesindaco Enrico Rudoni e la consigliera con delega alle Pari opportunità Katia Pezzoni, che hanno consegnato alla Torre uno speciale riconoscimento: “Sei anni fa, quando proponevamo uno strumento per far sì che i cittadini fossero partecipi, ci hanno chiamati pazzi – commenta Rudoni – Invece, lo strumento di cittadinanza attiva serve proprio a mettere al centro il cittadino; il che non significa deresponsabilizzare il comune, ma le scelte calate dall’alto, senza coinvolgere le persone, sono decisioni che poi non rispondono veramente alla realtà mentre, in questo caso, parliamo di un giardino pensato dai cittadini, fatto da loro e per loro. Se i cittadini cominciano a pensare al nostro paese come a una casa e alla comunità come cari, fratelli e amici, allora le cose vengono così, splendide. Ci avevano chiamati pazzi, io sono contento di essere un folle tra folli”. E Pezzoni: “Nel 2020, 47 donne sono state uccise dal loro compagno. Bisogna cambiare la cultura della figura e del ruolo della donna, che non sono oggetti o comprimarie, ma devono essere allo stesso livello dell’uomo. Il cambiamento parte da ognuno di noi, nella nostra quotidianità, e il giardino delle donne ne è la dimostrazione; ho visto queste tre donne, armate di cazzuola, mettersi in gioco in prima persona”.
L’associazione cinofila ScodinzolaRes, infine, ha donato un cartello per sensibilizzare la cittadinanza alla cura del parco e al rispetto di tutti gli utenti.

 

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