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Il racconto

Il filo fatato che a Casorezzo racconta il Novecento

La merceria "I fili delle fate" è stata inserita nelle attività storiche di Regione Lombardia: la storia raccontata dalla titolare Grazia.

Il filo fatato che a Casorezzo racconta il Novecento
Cultura Legnano e Altomilanese, 27 Marzo 2021 ore 16:30

La merceria “I fili delle fate” è una delle attività più longeve di Casorezzo. Ora la sua storicità è riconosciuta ufficialmente anche da Regione Lombardia.

La storia della merceria di Casorezzo

Il negozio infatti è stato inserito nel registro delle Attività Storiche insieme a 117 realtà sul suolo lombardo, di cui solo 12 in provincia di Milano. La Regione ha inserito la merceria in virtù del fatto che è regolarmente registrata come negozio dal 1976, ma le origini di questo luogo importante risalgono a bensì più di due decenni prima.
La sua storia è un racconto d’altri tempi che ha attraversato 4 diverse generazioni.

Il racconto di Grazia

Ha raccontato la titolare Grazia Castagnola:

“I nonni iniziarono l’attività di ambulanti nel 1937, appena sposati. Mio nonno Rinaldo, detto Arturo, all’epoca faceva già quel lavoro. Era di Busto Garolfo e la licenza da ambulante fu registrata lì. I nonni giravano per diversi paesi del territorio, ogni giorno avevano un mercato diverso. Vendevano tante stoffe, corredi per le spose, coperte, lenzuola, tovaglie. Poco dopo il matrimonio con mia nonna Maria, incinta di mia mamma, mio nonno dovette partire militare per l’Africa. Durante questo periodo mia nonna proseguì da sola l’attività, prettamente con un carro a cavallo. Avevano anche posseduto un furgone, ma le ruote furono confiscate dai fascisti e non poteva essere utilizzato. Il nonno, complice la guerra, tornò a casa ben 11 anni dopo e la nonna lo aveva atteso tutto il tempo. Una volta tornato, si unì di nuovo alla gestione dell’attività. Nel 1950 aprirono il negozio proprio dove abitavano, dove è situato attualmente. Non c’era la fiscalità di oggi, quindi non fecero richiesta di licenza per il negozio fisso, rimanendo registrati come ambulanti. La licenza corretta fu rilasciata solo nel ’76, ecco perché la Regione risale a quella data».

E la storia oggi continua

Il negozio è proseguito decenni, fino ai ricambi generazionali.

“Con gli anni è subentrata mia mamma Carla e successivamente io ad affiancarla – prosegue Grazia – Poi lei è andata in pensione e ho proseguito io. Sono qui da circa 30 anni, lei a volte mi aiuta ancora. Ho sempre seguito la passione e mi sono sempre fatta indirizzare dalle esigenze dalla mia clientela, che è quasi solo femminile. Non ci siamo mai dedicati alla vendita online, credo che quello che vendiamo debba essere visto dal cliente. Uso i social solo per informare di nuovi articoli. Però ho notato che negli ultimi anni è tornata tantissimo la passione per il cucito tra le nuove generazioni. Per diverso tempo non si vendeva più lana in gomitoli e affini. Oggi vengono tantissime ragazze giovani ad acquistare l’occorrente e il motivo secondo me è la diffusione dei tutorial che hanno rinvigorito questa passione”.

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