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Decreto Coronavirus: un duro colpo anche per il mondo dello spettacolo

Da lunedì decine di professionisti hanno pubblicato le loro foto provocatorie in difesa di un settore totalmente dimenticato, che con il lockdown è praticamente fermo ma con costi altissimi

Decreto Coronavirus: un duro colpo anche per il mondo dello spettacolo
Cultura Magenta e Abbiategrasso, 24 Novembre 2020 ore 08:00

Decreto Coronavirus: un duro colpo anche per il mondo dello spettacolo. A raccontarlo è la campagna pacifica a cui hanno partecipato i corbettesi Giada Liuzzi ed Eugenio Di Biase e anche l’intervista a Olga Angelillo, soprano rhodense, che ha dovuto rinunciare a diversi concerti.

«Senza arte sei nudo anche tu»

Una protesta pacifica, ma densa di significato per riaccendere i riflettori sul mondo dell’arte dimenticato. Tra i testimonial della campagna anche i corbettesi Giada Liuzzi ed Eugenio Di Biase, fotografi e genitori di 4 figli. «L’iniziativa è nata all’interno del nostro gruppo di fotografia e vuole abbracciare tutto il mondo dell’arte in Italia – spiegano – Pensiamo che il mondo dell’arte negli ultimi tempi sia stato sminuito e messo da parte perché qualcuno pensa che l’arte non sia essenziale. Si tratta di una protesta pacifica per urlare al mondo che l’arte in ogni sua forma è e sempre sarà fondamentale!».
Un quadro, colorato con la scritta «Senza arte sei nudo anche tu» e l’hashtag #sostieniarteitaliana, a coprire i corpi nudi di centinaia di artisti: «Vogliamo farci sentire – incalzano – Il senso è: “Mi spoglio di tutto se l’arte non è essenziale, perché di arte io vivo!» Da lunedì 16 a mezzogiorno tutti gli artisti hanno iniziato a pubblicare il loro scatto: «Una protesta che parte dai fotografi ma sarà abbracciata da musicisti, attori, ballerini, pittori… Un po’ di sano rumore», evidenziano. Tante le difficoltà per chi vive di arte.
Giada ed Eugenio raccontano le difficoltà della categoria: «Oltre ad essere stati chiusi, il lavoro è diminuito molto. Ora, proprio in un periodo nel quale avremmo potuto riprendere un po’ fiato con le sessioni dedicate al Natale siamo di nuovo fermi. Lavorando molto coi neonati, abbiamo delle scadenze: uno shooting dedicato a loro viene realizzato entro il quattordicesimo giorno di vita e, come ovvio, non può essere recuperato in un secondo momento realizzando lo stesso tipo di scatto. Lo stesso vale per un servizio dedicato alla gravidanza. Abbiamo affitti da pagare, abbiamo costi fissi ed F24 che sono da saldare. Purtroppo gli aiuti non sono proporzionati alle uscite continue. Abbiamo sempre ricevuto un cliente per volta, ma, dopo la riapertura, teniamo costantemente addosso la mascherina. Ogni cliente la indossa per tutto il tempo tranne che nella fase di scatto, quando comunque si mantiene la distanza di sicurezza. Dopo esserci adeguati acquistando anche costose macchine per la purificazione dell’aria e la sterilizzazione degli ambienti siamo di nuovo chiusi. Si dimentica che noi siamo quelli che di una loro passione han fatto un lavoro con tanti sacrifici e tanta audacia nel lasciare un posto fisso per qualcosa che non ci renderà sicuramente ricchi, ma sicuramente pieni di soddisfazione! Vorremmo con tutte le forze continuare a fare il nostro lavoro senza essere costretti dalle necessità della vita chiudere i battenti, perché il rischio è quello! Per noi fotografi ma anche per attori, musicisti e tutti gli artigiani. Purtroppo la prima cosa ad essere messa da parte è l’arte».

«Triste non poter cantare»

«L’ultimo concerto l’ho fatto nel mese di ottobre, adesso dovrei farne cinque a dicembre ma tutto è fermo. Il mondo dello spettacolo è “morto” nonostante nei teatri non si siano registrati casi di Covid, nonostante sia tutto a norma e le percentuali di rimanere infettati siano veramente bassissime». E’ ferma, senza poter cantare, il soprano rhodense Olga Angelillo «A causa dell’emergenza Covid sono diversi i concerti che ho perso tra la prima e la seconda fase – afferma la cantante lirica rhodense – A febbraio ho dovuto rinunciare a 2 esibizioni, 8 nel mese di marzo ma soprattutto ho perso a giungo di poter ricoprire la parte della protagonista, al teatro di Genova, di una importante opera». L’ultimo concerto con pubblico effettuato dalla cantante rhodense risale al mese di ottobre, all’aperto, in Sicilia. «Ho fatto concerti in steaming ma ovviamente non è la stessa cosa – racconta Olga Angelillo – Adesso avrei 5 concerti programmati per il mese di dicembre ma, la vedo veramente dura la possibilità di potersi esibire in pubblico».
Nonostante queste pause forzate dal palcoscenico la cantante lirica rhodense prosegue quella che è la sua preparazione. «Anche in questo caso sto effettuando le mie lezioni on-line e posso assicurare che non è la stessa cosa che dal vivo». Olga Angelillo che è poi tornata a parlare del suo mondo, quello dello spettacolo, un modo toccato fortemente dai vari Dpcm del Governo Conte. «Non riesco a capire alcune cose sui drecetri emessi verso coloro che fanno spettacolo in teatro. Il Teatro è un settore che da lavoro a molte persone, dagli artisti che si esibiscono, a chi lavora dietro le quinte, alle sarte, giusto per fare un esempio. In teatro lavorano più o meno le stesse persone che lavorano negli studi televisivi, si poteva andare avanti. Peccato non è stato fatto».

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