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Big della comunicazione intervistato dagli allievi del Quasimodo

Simon Le Boulaire intervistato dagli allievi dell'indirizzo Esabac.

Big della comunicazione intervistato dagli allievi del Quasimodo
Cultura Magenta e Abbiategrasso, 11 Maggio 2021 ore 10:10

Incontro online con un big della comunicazione politica al Quasimodo. Come lavora un addetto stampa? Come si riconosce una fake su Internet? E ancora, esiste una possibile ‘verità’ nella comunicazione politica? A queste e altre domande poste dai ragazzi di tre classi quinte dell’indirizzo linguistico del Quasimodo ha risposto lunedì 10 maggio in videoconferenza Simon Le Boulaire, giornalista francese, che ha ricoperto l’incarico di consigliere ministeriale per la stampa e la comunicazione nonché di consigliere per la comunicazione della prima cittadina  di Parigi, Anne Hidalgo.

Simon Le Boulaire

Big della comunicazione intervistato dagli allievi del Quasimodo

Un esperto di comunicazione di rango, dunque, a cui i ragazzi del Quasimodo hanno posto, ovviamente in francese, anche domande scomode. Un incontro importante a livello linguistico per la classe che si appresta ad affrontare l’Esabac, ossia la doppia maturità italiana e francese, sia per i ragazzi che avevano già affrontato nelle ore di Cittadinanza l’argomento delle fake news. Un esempio delle modalità di comunicazione adottate in situazioni di crisi particolarmente delicate è stato fornito dal giovane e brillante giornalista quando ha citato quella relativa all’attentato al Bataclan, che tante reazioni politiche ed emotive aveva scatenato in Francia e in Europa e che lui ha vissuto in prima persona come addetto stampa.

Un messaggio sull'uso corretto del web

“E’ importante che i giovani sappiano utilizzare Internet in modo corretto e conoscano i meccanismi della comunicazione sui social – ha infine affermato Le Boulaire – Il compito fondamentale di un buon comunicatore, a maggior ragione quello politico, è di ‘tradurre’ note tecniche spesso scritte in un linguaggio troppo settoriale e incomprensibile ai
più, in un linguaggio accessibile a tutti. E questa è una competenza che si impara sul campo, ma che si può iniziare ad apprendere anche a scuola”.