Cultura
Post Covid: il dibattito del Pd abbiatense

Abbiategrasso, adolescenti dimenticati?

Il dibattito del Pd abbiatense sul costo sociale della pandemia Covid per gli adolescenti e la mancanza di spazi a loro dedicati in città

Abbiategrasso, adolescenti dimenticati?
Cultura Magenta e Abbiategrasso, 06 Giugno 2021 ore 15:30

Il dibattito del Pd abbiatense sul costo sociale della pandemia Covid per gli adolescenti e la mancanza di spazi a loro dedicati in città

Abbiategrasso, adolescenti dimenticati?

Che siano gli adolescenti ad aver pagato il prezzo sociale più alto di un anno di restrizioni dovute alla pandemia di Covid e della conseguente crisi è una analisi condivisa da molti. Il Pd abbiatense ha voluto declinare in chiave locale tali considerazioni ponendole al centro del confronto online trasmesso in diretta dalla propria pagina facebook questa settimana. Un incontro virtuale moderato da Andrei Daniel Lacanu, segretario dei Giovani democratici dell'Est Ticino, cui hanno preso parte Simona Lovati, insegnante, Andrea Gillerio, segretario Pd di Abbiategrasso, Luca Lovotti, terapeuta.

"Abbiategrasso sembra essersi dimenticata dei giovani"

Queste le parole con cui l'evento è stato introdotto: «Abbiategrasso sembra essersi dimenticata dei giovani che, non solo pagheranno un alto prezzo per questo crisi, ma dovranno affrontare delle difficoltà strutturali della nostra città. Quali sono le domande a cui dobbiamo dare loro risposta? Che misure possiamo mettere in campo per sostenerli nella crescita e dare loro prospettiva?». Dimensione locale e nazionale si sono naturalmente intrecciate nei contributi dei relatori. Gillerio ha dato un taglio più politico alla propria analisi: «C'è un mea culpa che chi si occupa di politica deve fare: la fascia d'età degli adolescenti è costituita da non elettori e quindi le ricadute negative nel non aver offerto soluzioni per loro rispetto ad altre fasce della popolazione risultano inferiori». Ragionamento ovviamente sbagliato per Gillerio, perchè occuparsi di giovani significa «investire sul futuro. Ma a parte negli oratori, quali attività e iniziative sono state strutturate in città come Abbiategrasso?», si è chiesto il segretario dem. Che ha proseguito: «Tutto l'investimento va verso il versante riparatorio ed emergenziale. E si tratta di interventi da centinaia di migliaia di euro, dedicati alla sfera sociale e assistenziale delle comunità o dell'assistenza domiciliare. Ma manca la parte costruttiva».

"La città deve invertire la rotta e parlare dei giovani in modo sano e costruttivo"

Lacanu ha contestato la ristrettezza di vedute della narrazione che vede emergere i giovani solo come soggetti problematici, quando si rendono protagonisti di atti di vandalismo o manifestano scarsi entusiasmo e partecipazione nelle attività del tessuto sociale circostante: «C'è un mondo molto più complesso di questo cui dare risposte. Ed il solo bastone non serve: c'è bisogno di investimenti. Ed anche ad Abbiategrasso c'è bisogno di invertire la rotta e parlare dei giovani in modo sano e costruttivo». Su quali percorsi avviare, Lovotti ha spiegato: «Non c'è da inventarsi chissà quali soluzione, ma piuttosto riprendere iniziative che già sono state tentate in passato. Strutturare e mettere a regime spazi permanenti, in modo da evitare una delega in bianco a internet, ai social, alla sola scuola».

"Una alleanza tra scuola, famiglie e istituzioni"

Parole alle quali si è riallacciata Lovati: «La città non ha spazio per i giovani. Anche da qui derivano certe loro tendenze distruttive. Inutile tirarsi la croce addosso a vicenda tra scuola e famiglia: serve qualcosa che faccia sentire ai ragazzi la città come qualcosa che appartiene loro. Invece ora è respingente. Il messaggio che arriva ai ragazzi, come nella canzone dei Maneskin, è: "State zitti e buoni fino a che non sarete cresciuti per andare a lavorare". Serve trovare degli spazi a livello artistico, motorio, musicale per quella valorizzazione che scuola e società da sole non riescono ad attuare. Non ci può essere solo l'oratorio, ci vorrebbe una alleanza tra la scuola, che può fare più e meglio, famiglie e istituzioni».

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