Il lonatese Ernesto Restelli, professore e scrittore, presenta la sua ultima opera

"Il miraggio dell'italiano nuovo" pubblicato in occasione del 90esimo di fondazione della tipografia Varese.

Il lonatese Ernesto Restelli, professore e scrittore, presenta la sua ultima opera
Cultura Saronno, 13 Dicembre 2017 ore 00:36

 

Il lonatese Ernesto Restelli, professore, scrittore e presidente dell’associazione Vittime della strada, presenta nella serata del 13 dicembre in via San Francesco 26 (sede dell’associazione Varese Vive) il suo ultimo libro "Il miraggio dell’italiano nuovo" che riporta le stampe a colori dell'epoca che Aldo Tronconi ha raccolto nel tempo. Il libro è edito da Lativa che celebra il 90esimo anniversario della fondazione de La tipografia Varese costituita nel 1927 da Pietro Giuseppe Restelli.

Il lonatese Ernesto Restelli presenta la sua opera a Varese

Alla presentazione varesina interverranno Franco Giannantoni Studioso della Resistenza e dell’Italia repubblicana, Enzo R. Laforgia, presidente della Commissione Cultura del Comune di Varese,  presidente dell'Istituto della storia della resistenza e componente del direttivo provinciale dell'Anpi  e Franco Maccagnini docente di storia e filosofia.

Il lonatese Ernesto Restelli "Il miraggio dell'italiano nuovo"

"Il sogno cullato da Benito Mussolini era che la scuola si trasformasse in una possente officina culturale per definire le fattezze di quell’ “uomo nuovo” in grado di raggiungere gli obiettivi compresi in quel vangelo laico rappresentato da “Libro e moschetto”, sintesi dello studio e dell’istruzione militare e parte fondamentale della vita scolastica. - scrive nella prefazione Franco Giannantoni - Ma era soprattutto dai banchi di ogni scuola d’Italia che il progetto politico fascista doveva dare i suoi frutti, germogliando fra le giovani generazioni sino a coinvolgere l’intera comunità nazionale.

Dalle scuole gli studenti dovevano uscire virili, disciplinati, robusti, agili, generosi, coraggiosi, temprati, disciplinati, robusti, agili, generosi,

coraggiosi, temprati all’arte della guerra, pronti agli appuntamenti con la Storia. La Rivoluzione fascista era dietro l’angolo che li aspettava a braccia aperte per costruire l’Impero. Una solenne ubriacatura destinata ad una fine ingloriosa.

Dal momento che le vecchie generazioni non potevano certo essere facilmente “fascistizzate”, lo Stato mussoliniano aveva rivolto alla scuola una grande attenzione profondendo i suoi sforzi in una imponente propaganda attraverso una pioggia di decreti ministeriali, circolari prefettizie, disposizioni di presidi e direttori didattici. Un autentico ginepraio dentro il quale era stato difficile operare..."