Vittuone, Spariti 940 euro dall’anagrafe, impiegata licenziata

Vittuone, Spariti 940 euro dall’anagrafe,  impiegata licenziata
Cronaca 21 Gennaio 2017 ore 22:52

VITTUONE -  Il procedimento amministrativo nei confronti dell’impiegata dell’ufficio anagrafe Barbara Navoni, che si sarebbe appropriata indebitamente di denaro pubblico, si è concluso questa settimana con il licenziamento. Continuano invece le indagini a seguito della denuncia dell’amministrazione comunale alla Procura e alla Corte dei Conti per il presunto danno erariale. A confermare le voci di corridoio è l’assessore al Bilancio e al Personale, Maikol Bergamaschi.

«Si è concluso il procedimento disciplinare, senza possibilità di discrezionalità da parte dell’amministrazione, di questo fatto grave anche se si tratta di un ammanco di 940 euro – ha commentato Bergamaschi -. Ad oggi non abbiamo notizia dei due procedimenti in atto. Restiamo in attesa che facciano il loro corso. In base a quanto emergerà si potrà riaprire il procedimento disciplinare».
Poche parole anche dal legale della dipendente, l’avvocato Davide Tempesta: «Prendiamo atto della decisione dell’Amministrazione comunale. Stiamo valutando serenamente l’opportunità di fare ricorso nelle sedi opportune».

Di più impossibile sapere su una vicenda delicata che da settimane tiene banco in paese. Tutto ha inizio a fine novembre quando l’assessorato al bilancio e i revisori dei conti hanno avviato le verifiche sull’andamento trimestrale di cassa dell’Ufficio anagrafe. I conti, però, non tornavano. Le cifre sono apparse subito difformi. In particolare non quadrava la somma incassata dall’ufficio rispetto al numero delle carte di identità rilasciate ai cittadini e registrate dal sistema informatico. I controlli hanno dimostrato che non si trattava di un errore del sistema applicativo. Dalle prime verifiche, infatti, è emerso chiaramente un ammanco di 940 euro, riconducibile agli ultimi tre anni. All’Amministrazione comunale, insediatasi solo da pochi mesi, non è rimasto altro che sporgere denuncia ai carabinieri. Sempre secondo indiscrezioni, sembra che la dipendente messa alle strette dai controlli, si sarebbe autodenunciata ammettendo le proprie responsabilità e poi si è messa in aspettativa. Fino all’epilogo di questa settimana.