Vandali spaccano la teca del defibrillatore strumento salvavita

Danni al contenitore del prezioso strumento salvavita nel parco Falcone e Borsellino di Legnano: l'amarezza dell'associazione.

Vandali spaccano la teca del defibrillatore strumento salvavita
Cronaca Legnano e Altomilanese, 28 Marzo 2018 ore 12:40

Vandali contro la teca del defibrillatore.

Teca del defibrillatore spaccata in centro a Legnano

Vandali contro la teca del defibrillatore posizionato recentemente nel parco Falcone e Borsellino, nel pieno centro di Legnano, strumento che era stato donato da un pediatra proprio per salvare vite dell'area verde. Un gesto assurdo quello dei vandali se si pensa che lo strumento (che fortunatamente non è stato danneggiato) può salvare la vita in caso di arresto cardiaco.
L'episodio è avvenuto probabilmente nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 marzo. E' stato rotto il plexiglas di protezione della teca e forzato il sigillo che dà accesso al prezioso strumento.

L'amarezza dei promotori del soccorso

Profondo sconforto tra le fila dell'associazione "Sessantamilavitedasalvare", appena rientrata da Piacenza dove sabato 24 è stato ufficialmente inaugurato il progetto "Quartiere cardioprotetto" e si è lanciato un messaggio importante per la liberalizzazione sull'uso del defibrillatore così come già sostenuto dai cardiologi italiani. "Fortunatamente il defibrillatore non ha subìto danni - commenta il presidente Mirco Jurinovich, già medaglia d'oro come cittadino benemerito a Cerro Maggiore per l'impegno nella diffusione di defibrillatori - e abbiamo immediatamente provveduto a ripristinare la piena funzionalità della postazione, nonostante la convenzione stipulata con il Comune per la manutenzione della rete di colonnine sa scaduta a dicembre 2017 e sporgere contestualmente denuncia al comando della Polizia locale che avvierà le indagini avvalendosi delle immagini provenienti dal circuito di sorveglianza".
"Si tratta comunque del primo danneggiamento - aggiunge il vice presidente Luca Cantarella - ai danni della rete formata da decine di colonnine sin qui installate nei comuni dell'Altomilanese dal 2012 a oggi. Da segnalare la sensibilità dei cittadini, preziosi custodi dei defibrillatori, che ci hanno prontamente segnalato il fatto".
Conclude l'associazione: "La spiacevole sensazione derivante dal fatto è stata mitigata dalla bella notizia arrivata da Piacenza dove, all'indomani della giornata che ha visto uniti Progetto Vita e le massime autorità del capoluogo emiliano per chiedere la liberalizzazione dell'uso del Dae, un uomo di 62 anni è stato salvato grazie all'intervento della moglie e di una pattuglia della Polizia di Stato".