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Uccise l'ex fidanzata, si toglie la vita in carcere

Tragico gesto di Arturo Saraceno, 36 anni, che nel 2016 a Magnago aveva ammazzato Debora Fuso, 25 anni.

Uccise l'ex fidanzata, si toglie la vita in carcere
Cronaca Legnano e Altomilanese, 20 Giugno 2019 ore 11:40

Uccise l'ex fidanzata, muore suicida in carcere.

Uccise l'ex fidanzata, si toglie la vita

Il 17 maggio 2016 aveva ucciso a coltellate l'ex fidanzata Debora Fuso nella sua casa di Magnago, ora si è tolto la vita impiccandosi nel bagno della sua cella. Il gesto estremo di Arturo Saraceno, 36 anni, risale alla mattinata di mercoledì 19 giugno 2019. L'uomo era recluso nel penitenziario di Rossano, in provincia di Cosenza (aveva chiesto e ottenuto il trasferimento dal carcere di Busto Arsizio per poter ricevere le visite dei suoi familiari, residenti in Calabria). Per compiere il gesto estremo, avrebbe utilizzato la cintura del suo accappatoio.

Uccise l'ex fidanzata, si toglie la vita in carcere
Debora Fuso

A darne notizia il radicale Quintieri

A diffondere la notizia dell suicidio di Saraceno è stato Emilio Enzo Quintieri, già consigliere nazionale dei Radicali italiani e candidato Garante regionale dei diritti dei detenuti della Calabria, che mercoledì 19 si trovava nel carcere di Rossano, accompagnato dall’esponente radicale Valentina Anna Moretti, per una riunione con la direzione dell’istituto.
"Da quel che sono riuscito a sapere - scrive Quintieri sul suo blog -, il detenuto che si è tolto la vita, proveniva dalla Casa circondariale di Busto Arsizio (Varese) e da pochi mesi era stato trasferito temporaneamente alla Casa di reclusione di Rossano affinché potesse effettuare i colloqui con la sua famiglia. Era molto seguito dallo staff multidisciplinare dell’istituto ma non aveva mai dato problemi di alcun genere. Questa mattina, intorno alle ore 9, ha atteso che il compagno di cella si recasse al cortile passeggio ed utilizzando la cintura del suo accappatoio, si è appeso alle sbarre della finestra del bagno della camera detentiva. Nonostante la scoperta immediata e i primi soccorsi da parte del personale di Polizia penitenziaria, quando è arrivata l’ambulanza, non c’è stato niente da fare. I sanitari del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 36enne".

La conferma del legale

La notizia è stata confermata dall'avvocato di Saraceno Daniele Galati, il quale ha dichiarato di voler "far luce sull'accaduto, dato che avrebbe dovuto essere piantonato a causa dei pregressi tentativi di suicidio".

 

 

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