C'È UN NOME

Stupro al Monte Stella, individuato il presunto colpevole: un senegalese già noto con diversi alias

Il suo Dna combacia con quello rilevato sugli abiti della vittima

Stupro al Monte Stella, individuato il presunto colpevole: un senegalese già noto con diversi alias
23 Luglio 2020 ore 16:13

L’esame del Dna lo avrebbe riconosciuto come lo stupratore che lo scorso 15 luglio ha aggredito e violentato in pieno giorno una donna al Parco Monte Stella di Milano.

Stupro al Monte Stella, c’è un nome

Secondo la Procura di Milano ci sarebbero “indizi granitici” che sia lui, un senegalese di 24 anni irregolare e già noto alle Forze dell’Ordine, l’autore dello stupro avvenuto il luglio scorso al Parco Monte Stella a Milano. Vittima, una donna di 45 anni che intorno alle 18 stava passeggiando col proprio cane. Unici elementi a disposizione degli inquirenti, le dichiarazioni della donna, in forte stato di shock dopo la violenza, che aveva parlato di un aggressore straniero e il dna.

Individuato e fermato

Un’indagine-lampo quella della Polizia di Stato che si è conclusa mercoledì sera col fermo del senegalese. Le indagini condotte dai poliziotti della quarta Sezione “Reati in danno dei Minori e reati Sessuali” e della sesta Sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” della Squadra Mobile sono iniziate con le analisi delle telecamere e con il monitoraggio di alcuni cittadini senza fissa dimora soliti frequentare la zona adiacente il parco e che trovano ricovero nel mercato abbandonato di via Isernia. Tra i soggetti individuati, i poliziotti sabato scorso avevano accompagnato in Questura un cittadino senegalese di 24 anni, irregolare sul territorio nazionale; oltre al fotosegnalamento per l’inserimento e le verifiche in banca dati, allo straniero è stato effettuato
un tampone salivare.

Gli accertamenti scientifici effettuati con urgenza dal Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica di Milano sul luogo dove è avvenuta la violenza e sugli indumenti della vittima, hanno portato a verificare la totale corrispondenza del DNA dell’autore del crimine con quello dello straniero accompagnato in Questura. Mercoledì quindi il fermo del senegalese, risultato già presente nella banca dati delle Forze di Polizia con vari alias e controllato per la prima volta nel 2014.

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