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Abbiategrasso: il caso alle scuole medie "Correnti"

Stage a Malta annullato, 115 famiglie senza rimborso dopo un anno

I genitori delle scuole medie “Correnti” di Abbiategrasso versano 53mila euro per una settimana di studio dell'inglese a Malta. Salta tutto causa Covid, ma i soldi non sono ancora stati restituiti...

Stage a Malta annullato, 115 famiglie senza rimborso dopo un anno
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 03 Aprile 2021 ore 15:30

I genitori delle scuole medie “Correnti” di Abbiategrasso versano 53mila euro per una settimana di studio dell’inglese a Malta. Salta tutto causa Covid, ma i soldi non sono ancora stati restituiti…

Stage annullato, 115 famiglie senza rimborso dopo un anno

Uno stage di una settimana per perfezionare l’inglese in un istituto di Malta. Una bella occasione per 115 studenti delle scuole medie Correnti di Abbiategrasso. I genitori che versano la cifra, diverse centinaia di euro a ragazzo, e prenotano i voli. Poi, improvvisa e imprevedibile, la pandemia Covid che blocca tutto. Compreso il viaggio a Malta. Ma i due enti coinvolti – in un reciproco rimpallo di responsabilità – si rifiutano di restituire la somma alle famiglie abbiatensi. Una vicenda che i genitori hanno ora deciso di rendere pubblica, anche con un appello tramite petizione attraverso la piattaforma Change.org (QUI IL LINK) al ministro della Pubblica istruzione Patrizio Bianchi. Abbiamo ricostruito i fatti con i portavoce delle mamme e dei papà.

La proposta di stage di Amcm

L’associazione Multi Culturale Mondiale propone l’11 novembre 2019 alla dirigenza della Correnti, che fa parte dell’istituto Terzani di Abbiategrasso, l’esperienza di uno stage linguistico di una settimana alla Link School of Languages di Malta da svolgersi dall’8 al 13 marzo 2020. L’offerta? Quattro ore di lezione al mattino, pomeriggio dedicato a escursioni con pullman e guida. Costo di 465 euro a ragazzo comprensivi di vitto e alloggio, con voli esclusi. La proposta piace e in breve tempo c’è l’adesione di 115 studenti. Già il 28 novembre avviene il bonifico della prima metà della cifra, con successivo saldo l’8 febbraio 2020. Oltre 53mila euro versati.

Il Covid e la richiesta di rimborso

Poi esplode la pandemia. E la dirigenza della scuola abbiatense il 27 febbraio contatta l’associazione chiedendo il recesso, stante l’impossibilità di raggiungere Malta. Gelida la risposta degli intermediari: non è previsto alcun rimborso. Il giorno dopo Amcm corregge il tiro con una ulteriore comunicazione in cui afferma che la Link School starebbe avviando l’iter per i rimborsi. Ma nulla accade e il 17 marzo l’associazione, sollecitata, dichiara che le richieste economiche devono essere indirizzate direttamente alla Link School. La quale risponde rilanciando con una vaga proposta di organizzare un corso on-line. I genitori coinvolgono allora anche uno studio legale, tramite il quale inviano in estate una nuova richiesta formale. Ricevendo solo silenzio come risposta.

I genitori: “Abbiamo scritto al Ministero”

«Ci siamo trovati davanti a un bivio – commentano i genitori – Fare causa significherebbe nell’immediato un ulteriore esborso, dopo aver già tirato fuori una somma che particolarmente in questo periodo sarebbe preziosa per molte famiglie. Allora abbiamo pensato di fare pressione per altre vie». La petizione rivolta al Ministero non nasce dal caso: la pagina web dell’associazione Multi Culturale Mondiale, in una preoccupante penuria di contenuti, pone in evidenza gli «endorsement» ottenuti negli anni scorsi da due precedenti ministri italiani dell’Istruzione, Stefania Giannini e Valeria Fedeli. L’associazione è quindi nota al Ministero. Al quale ora i genitori abbiatensi chiedono un intervento per ottenere il rimborso delle somme versate. Mamme e papà hanno informato anche il sindaco Cesare Nai della vicenda. «Parlandone ora pubblicamente, potrebbero emergere altre scuole che si sono ritrovate nella nostra situazione Condotte fraudolente? Se non ci fosse stato il Covid non si sarebbe arrivati a questo – concludono i genitori – All’associazione contestiamo quantomeno di essere stata estremamente proattiva nei confronti della scuola nel proporre lo stage, ma di essersi poi volatilizzata non appena si è verificato il problema».

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