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Si lega al Comune: "Rivoglio i miei soldi e un lavoro"

Dalle 14 di mercoledì 26 Marco Tropeano manifesta a Corbetta.

Si lega al Comune: "Rivoglio i miei soldi e un lavoro"
Cronaca Magenta e Abbiategrasso, 26 Giugno 2019 ore 20:25

Si lega al Comune per difendere la propria dignità: "Rivoglio i miei soldi e un lavoro", è l'appello di Marco Tropeano.  Mercoledì 26 giugno ha preso una corda, ha indossato dei cartelli esplicativi e ha iniziato il suo personale sciopero.

Si lega al Comune: "Rivoglio i miei soldi e un lavoro"

Lavoro e soldi le sue richieste, la coop Futura e il sindaco Marco Ballarini i suoi interlocutori. Tropeano è furioso con la coop che gestisce il verde in numerosi Comuni della zona e che lo ha lasciato a casa dopo una lunga collaborazione, grazie anche ad una borsa lavoro. L'ex lavoratore contesta alla società di non aver versato per suo conto il quinto dello stipendio trattenuto, né il tfr. Nel mirino anche le criticità degli ormai ex colleghi, che non avrebbero ricevuto la 14esima fissata per maggio e sarebbero stati coinvolti in un fondo poco chiaro. Tutte contestazioni da verificare: Settegiorni ha tentato di contattare, finora invano, la Futura. Il sindaco, raggiunto da Settegiorni, fa sapere di aver incontrato tre volte l'uomo, ma di non poter fare granchè, trattandosi di contenziosi tra privati, ossia Tropeano e la Futura. "Per incontrarmi, basta chiedere un appuntamento, non serve legarsi. Ma non ho posti di lavoro da assegnare", evidenzia Ballarini.

"Sciopero di fame e sete"

Tropeano  accusa poi i servizi sociali si scarsa attenzione alla sua problematica: da quando non lavora non sa più come pagare le bollette e deve affidarsi alla generosità dei famigliari. "Chiedo dignità, lavoro, un'occasione. Ho fatto tanti casini nella mia vita. Ho anche spaccato la sede della Futura con una mazza. Son finito in psichiatria. Ammetto tutto, ma chiedo un lavoro e ciò che mi spetta". Molti cittadini sono stati incuriositi dalla strana presenza fuori dal municipio, in pieno centro. Tropeano minaccia di restare lì finchè non otterrà ciò che chiede, minacciando anche lo sciopero di fame e sete.